Via Valderice diventa via Spinelli: omaggio all'uomo ucciso dopo aver riconosciuto il rapinatore a cena

La storia - finita nel dimenticatoio - era stata rispolverata da PalermoToday in un articolo del 2017. La cerimonia di intitolazione si svolgerà martedì. Le figlie: "Ora non dovremo più distogliere lo sguardo quando passeremo da lì. Fiere di potere guardare quella targa con impresso il suo nome"

Vincenzo Spinelli

Da martedì prossimo via Valderice cambierà nome. Sarà intitolata a Vincenzo Spinelli, un commerciante di tessuti ucciso nel 1982 e che fino a due anni fa era stato seppellito nel dimenticatoio. Di lui - dopo la sua uccisione - le cronache non se ne erano più occupate. Fino a quando PalermoToday gli ha dedicato un articolo. Era il 2017. E lui, Vincenzo Spinelli, adesso "ottiene" una strada. Da vittima di mafia dimenticata a protagonista della toponomastica. 

La notizia dell'intitolazione della strada è stata accolta con commozione dalle figlie. "Martedì 23 luglio alle ore 9,30 avrà luogo una piccola cerimonia, alla presenza del Sindaco, in cui sarà intitolata l'ex Valderice  a nostro padre - dicono a PalermoToday -. Per noi l’intitolazione di questa strada e non un’altra, ha un grande valore simbolico, infatti è lì che nostro padre aveva le sue attività commerciali e per le quali ha perso la vita per non essersi piegato al vile ricatto mafioso, ma ha anche un grande significato affettivo: non dovremo più, da questo momento, distogliere lo sguardo quando passeremo da lì per non evocare brutti ricordi ma saremo fiere di potere guardare quella targa con impresso il suo nome... ed è così che vogliamo ricordarlo mentre la percorre in lungo e in largo indaffarato a gestire le sue attività. Ringraziamo, sin d’ora, chi volesse condividere con noi questo momento così carico di emozioni e di significato".

Ma chi era Vincenzo Spinelli? La lancetta deve tornare indietro di 37 anni esatti. E' il 30 agosto 1982. Periodo particolare per Palermo, travolta dalla seconda guerra di mafia. Carlo Alberto Dalla Chiesa - ad esempio - non lo sa, ma sta vivendo gli ultimi giorni della sua vita. La morte è lì che lo aspetta, arriverà quattro giorni più tardi.

Vincenzo Spinelli, imprenditore nel settore dell'abbigliamento, è meno famoso di Dalla Chiesa. Ha 46 anni quando viene ucciso mentre si trova a Pallavicino, in una traversa di via Castelforte. Armato di coraggio, aveva da poco trovato la forza di denunciare gli autori di una rapina subita, all’interno di uno dei suoi esercizi commerciali, il “Valtiz” (dai nomi delle sue figlie, appunto Valeria e Tiziana), in piazza Alcide De Gasperi.

La sua storia è venuta a galla solo dopo, grazie al pentimento di uno degli assassini, Francesco Onorato. La sera stessa in cui si verifica l'agguato il possibile movente viene ricollegato in fretta alle denunce che Spinelli aveva fatto nei confronti prima di un rapinatore e poi di due spacciatori di hashish. Piste che però si perdono nel vuoto. Si indaga sui problemi finanziari del commerciante di tessuti e sui suoi affari andati male. Ma non si arriva a nulla. Fino a quando Francesco Onorato vuota il sacco e consegna ai palermitani una storia cruda e spietata, che ben descrive la Palermo dei primi anni Ottanta.

Dal racconto di Onorato emerge una cosa: la mafia non dimentica. Ha la memoria lunga come quella di Spinelli, che due anni dopo aver subito una rapina, nel 1979, mentre sta cenando in un ristorante riconosce il rapinatore. E' seduto ad un altro tavolo dello stesso locale. A quel punto Spinelli segnala l'episodio a un funzionario di polizia e il rapinatore viene arrestato seduta stante. Non si tratta però di un uomo qualunque. E' infatti Girolamo Frusteri, uno dei nipoti di Pino Savoca, uomo d'onore di Brancaccio, parente di Masino Spadaro, boss della Kalsa, e compare di Salvatore Riina. Curriculum pesante. Viene fuori l'ordine di punire Spinelli. L'agguato mortale si consuma nel 1982 in una notte di fine estate a Pallavicino, in una traversa di via Castelforte. Vincenzo Spinelli - che oggi avrebbe 83 anni - viene ingiustamente dimenticato, vittima della mafia e del silenzio. Ma da martedì - con una scritta nera su un cartello bianco - la sua storia verrà consegnata all'eternità.

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