menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Via Falsomiele dopo il duplice omicidio - foto Campolo

Via Falsomiele dopo il duplice omicidio - foto Campolo

Duplice omicidio di via Falsomiele, luce sull’arma che ha sparato

La prova di sparo ha permesso agli investigatori di individuare il modello di pistola utilizzato nell'agguato. Si tratta una Tanfoglio Stock 2, proprio come una delle armi sequestrate in casa Gregoli. Si attendono i risultati degli esami biologici

Trovata il modello dell’arma che sarebbe stata utilizzata nel duplice omicidio di via Falsomiele. La prova di sparo avrebbe permesso agli investigatori di risalire alla pistola con la quale lo scorso 3 marzo sono stati uccisi Vincenzo Bontà e Giuseppe Vela. Si tratta di una Tanfoglio Stock 2, calibro 9, una semiautomatica perfetta per le gare di tiro dinamico. Tra le pistole sequestrate a Carlo Gregoli e alla moglie Adele Velardo, arrestati perchè ritenuti responsabili dell’agguato (GUARDA VIDEO), ce n’è una uguale che si aggiunge a una Xdm calibro 9 e una Para-Ordnance. Una conferma decisiva potrebbe arrivare dai risultati degli esami biologici.

Gli esperti in laboratorio attendono i risultati dei riscontri effettuati sui guanti in lattice trovati nel Suv dei Gregoli, dove sono state rivenute anche alcune tracce di sangue che potrebbero appartenere alle vittime. Qualora gli esami comparativi dovessero dare esito positivo si aggraverebbe ulteriormente la posizione dei coniugi, che dal giorno dell’arresto hanno preferito non rispondere alle domande del gip e degli investigatori. Gli esami biologici potrebbero fornire qualche elemento utile rispetto alle tracce di dna che i killer potrebbero aver lasciato sui proiettili mentre venivano inseriti nel caricatore.

Pur chiarendo eventualmente questi passaggi, e dopo aver scartato l'ipotesi di un furto d'acqua, resta ancora da capire il movente del delitto. In attesa che i legali e i consulenti di parte della famiglia Gregoli facciano un sopralluogo in via Falsomiele, l’avvocato Aldo Caruso e il perito Francesco Matranga continuano a respingere ogni accusa mossa nei confronti dei loro assistiti. ''Ci sono molti lati oscuri, soprattutto sulla dinamica dell'agguato. Sulle vittime sono stati trovati 24 fori. Sull'asfalto - spiegano - sono stati recuperati 6 bossoli e 3 ogive. Le pistole sequestrate hanno caricatori con 15 proiettili, sedici con il colpo in canna. E' impossibile - concludono - che a sparare sia stata soltanto un'arma''.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PalermoToday è in caricamento