Cronaca Falsomiele / Via Falsomiele, 117

Il delitto di via Falsomiele, litigi su presunti furti d'acqua il movente

Gli investigatori restano convinti che a sparare siano stati i coniugi Gregoli. Pare che Bontà, per via di bollette troppo care, sospettasse che i due gli rubassero l'acqua. Sul luogo del duplice omicidio un sopralluogo coi tecnici dell'Amap

Un banale litigio per le bollette dell'acqua. Potrebbe essere questo il movente dietro il duplice omicidio di Vincenzo Bontà e Giuseppe Vela, uccisi in via Falsomiele lo scorso 3 marzo. Siamo ancora sul campo delle ipotesi, ma è in questa direzione che si stanno dirigendo le indagini degli investigatori. Per loro non ci sono dubbi: a sparare sono stati Carlo Gregoli e Adele Velardo. Resta da capire però il perchè.

Nei giorni successivi sul luogo della tragedia si sono recati inquirenti, esperti della scientifica ma anche tecnici dell'Amap, l'azienda che gestisce il servizio idrico in città. Le persone della zona raccontano che Bontà e i coniugi Gregoli avevano avuto discussioni animate per i consumi di acqua. Vincenzo Bontà riceveva infatti bollette a suo avviso troppo care. E per questo avrebbe sospettato che il geometra, impiegato ai servizi cimiteriali del Comune, e la moglie rubassero la sua acqua. E di questo, probabilmente, dovevano discutere il giorno dell’omicidio.

Gli investigatori sospettano che i Gregoli e Bontà si fossero già visti quella mattina. Forse, l’appuntamento era stato fissato nella piazzetta poco distante dal luogo del delitto. La telecamera di sorveglianza piazzata davanti a un cancello di via Falsomiele ha poi ripreso l’auto di Bontà e quella di Gregoli una dietro l’altra. Tra gli indizi che hanno fatto insospettire gli inquirenti c’è il fatto che la Fiat 500 L su cui viaggiavano Vincenzo Bontà e Giuseppe Vela era posteggiata davanti ai contatori dell’Amap per rilevare i consumi idrici. Grazie alle immagini delle macchine filmate da una telecamere gli investigatori si sono accorti che il posto era rilevante per capire la dinamica dell’omicidio.

Ma le indagini della Squadra Mobile, guidata da Rodolfo Ruperti, continuano per trovare ulteriori risconti. Il procuratore aggiunto Leonardo Agueci sta valutando nuovi approfondimenti per l’inchiesta. Gli inquireti devono ancora passare al vaglio i tabulati telefonici per capire se sia stato Bontà a convocare i Gregoli. Intanto i due coniugi - descritti come una coppia schiva e riservata - continuano a negare qualsiasi coinvolgimento. Nei giorni scorsi è stato trovato a casa dei coniugi Gregoli un arsenale di armi. La maggior parte delle armi erano detenute legalmente, mentre alcune no. Ieri invece si sono svolti i funerali delle due vittime (GUARDA IL VIDEO). "Sono stati uccisi con ferocia due bravi padri", ha detto il parroco durante l'omelia.

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