Venerdì, 23 Luglio 2021
Cronaca Politeama / Via Emerico Amari

Ucciso a 20 anni per sventare rapina in via Amari: Palermo ricorda carabiniere romano

Assalto in un'agenzia di viaggi finita in tragedia: l'Arma commemora Stefano Di Bonaventura, carabiniere ausiliario che venne assassinato il 13 ottobre del 1986. Libero dal servizio e in abiti civili, si era opposto al blitz di due malviventi

La foto della commemorazione

Una rapina finita in tragedia. A distanza di 32 anni Palermo non dimentica Stefano Di Bonaventura, carabiniere ausiliario che venne ucciso il 13 ottobre del 1986. Questa mattina si è svolta la commemorazione alla presenza di varie autorità civili e militari, tra cui il comandante della legione carabinieri Sicilia, il generale di brigata Giovanni Cataldo e il comandante della prima brigata mobile Pietro Francesco Salsano. Deposta una corona d’alloro in via Emerico Amari, angolo via Wagner, luogo dell’eccidio. Poi la messa nella chiesa Santa Maria Maddalena, officiata dal cappellano militare, don Salvatore Falzone.

Una cerimonia per rendere onore al sacrificio del giovane carabiniere di leva, nato a Roma, che all'epoca aveva appena 20 anni. Questi i fatti raccontati oggi dal comando provinciale dei carabinieri. "Erano circa le 17 quando, mentre Di Bonaventura si trovava in abiti borghesi all’interno dell’agenzia di viaggi “Sicantur”, di via Emerico Amari per prenotare un biglietto aereo per tornare dai familiari, hanno fatto irruzione due rapinatori (uno armato di pistola). Di Bonaventura ha reagito estraendo la sua arma d'ordinanza. Aggredito dai malviventi ha ingaggiato una violenta colluttazione. Colpito da un proiettile esploso da uno dei due rapinatori, è riuscito a sventare la rapina e a metterli in fuga. Gravemente ferito ha trovato la forza di rialzarsi e, trascinatosi fino all’uscita, ha esploso contro i fuggitivi un colpo di pistola, per poi accasciarsi esanime al suolo". Per l’efferato delitto venne arrestato e condannato uno solo dei presunti responsabili, mentre i complici sono rimasti tuttora ignoti.

L’Arma ha onorato il comportamento di questo giovane militare, eletto tra i suoi “figli migliori”, con la medaglia d’oro di valor militare alla memoria, che materialmente gli è stata attribuita il 5 giugno 1987, da quello che allora era il presidente della Repubblica Cossiga, in occasione del 173° anniversario della fondazione dell’Arma.

Durante la cerimonia di oggi ha preso la parola il comandante Salsano: "Sta a noi carabinieri, nelle piccole e grandi fatiche quotidiane, non rendere vano il gesto di Di Bonaventura, così come quello dei tanti altri carabinieri che hanno reso grande la storia dell’Arma, tenendo fede al giuramento prestato fino all’estremo sacrificio".

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