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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca Termini Imerese

La scomparsa di Carlo La Duca, la moglie e il miglior amico accusati di omicidio tacciono davanti al gip

L'interrogatorio per Luana Cammalleri e Pietro Ferrara, arrestati venerdì per il delitto e l'occultamento del cadavere dell'imprenditore agricolo sparito nel 2019, si è tenuto questa mattina. I loro legali valutano il ricorso al Riesame: "Processo indiziario, i nostri clienti sono estranei ai fatti"

Hanno deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere e sono rimasti in silenzio davanti al giudice, Luana Cammalleri e Pietro Ferrara, rispettivamente moglie e miglior amico di Carlo Domenico La Duca, scomparso il 31 gennaio del 2019 e che - secondo la Procura - sarebbe stato ucciso proprio dai due indagati, che sono anche amanti.

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La svolta nelle indagini sulla sparizione dell'imprenditore agricolo originario di Cerda ma residente a Termini Imerese risale a venerdì scorso quando il procuratore aggiunto Ennio Petrigni ed i sostituti Alfredo Gagliardi e Luisa Vittoria Campanile, che coordinano l'inchiesta dei carabinieri, hanno ottenuto l'arresto dei due. Non sono chiari i contorni del quadro accusatorio per via dell'estremo risberbo da parte dei magistrati, sta di fatto che il cadavere di La Duca non è mai stato ritrovato (sono stati però sequestrati dei terreni a Ciaculli, di proprietà di Ferrara, dove l'uomo sarebbe stato visto in vita per l'ultima volta e dove si dovrebbe iniziare a scavare per tentare di trovare i suoi resti), e non si sa neppure come sarebbe stato ucciso l'imprenditore.

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Anche il movente è labile: ci sarebbe una pista passionale ed una economica. In questo secondo caso, gli indagati si sarebbero sbarazzati di Carlo La Duca per impossessarsi della sua azienda.

I difensori di Cammalleri e Ferrara, gli avvocati Giovanni Marchese e Accursio Gagliano, stanno valutando in queste ore se fare ricorso al Riesame contro la misura cautelare inflitta ai loro assistiti. "Trattandosi di una fase cautelare e di un processo marcatamente indiziario - spiegano i legali - puntiamo a capire quanto siano gravi e concordanti gli elementi raccolti contro i nostri clienti, che si sono comunque sempre detti estranei ai fatti di cui oggi li accusa la Procura".

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