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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca Termini Imerese

La sparizione di Carlo La Duca e il cadavere che non si trova: la moglie e l'amante chiedono la scarcerazione

Luana Cammalleri e Pietro Ferrara ricorrono al Riesame, i giudici decideranno nei prossimi giorni. Intanto negli agrumeti di Ciaculli sequestrati all'indagato e dove la vittima è stata vista per l'ultima volta il 31 gennaio 2019 finora non sono stati compiuti scavi. L'area in tre anni d'indagine è cambiata, è stato pure costruito un immobile

Uno degli elementi fondamentali che manca nell'inchiesta legata all'omicidio di Carlo La Duca, l'uomo scomparso il 31 gennaio del 2019, è il suo cadavere. Se davvero - come sostiene la Procura - l'imprenditore agricolo è stato ucciso dalla moglie, Luana Cammalleri, e dal suo miglior amico (nonché amante della donna), Pietro Ferrara, dov'è il suo corpo?

I carabinieri, coordinati dal procuratore Marzia Sabella e dai sostituti Alfredo Gagliardi e Luisa Vittoria Campanile, già il giorno in cui i due indagati vennero fermati (il 18 marzo scorso), avevano sequestrato dei terreni a Ciaculli, di proprietà di Ferrara. Da allora, però, non sono mai stati avviati degli scavi, ma sarebbe stato comunque compiuto un decespugliamento di una parte dell'area. Un'area che, peraltro, nei tre anni che sono trascorsi dall'inizio delle indagini ha cambiato volto e in cui è stato anche costruito un immobile. Se la vittima è stata eliminata dagli amanti e sepolta in quei terreni - come sembrano ipotizzare gli inquirenti - quante possibilità ci sarebbero di trovare i suoi resti lì adesso?

Sogni, bugie e perversioni dietro l'omicidio La Duca

Gli agrumeti di Ferrara sono l'ultmio posto in cui La Duca è stato visto vivo e proprio dall'amico del cuore, che - in primissima battuta - aveva però negato di averlo incontrato quel giorno. L'auto della vittima era stata poi ritrovata a Palermo, in via Minutilla, a Cardillo. Totalmente ripulita, secondo gli inquirenti, tanto che non sarebbero state trovate neppure impronte e tracce di La Duca. Da una serie di complessi accertamenti, l'accusa ritiene che la macchina della vittima sarebbe stata seguita da quella della moglie. Che inizialmente, a sua volta, aveva negato di essere stata quel giorno a Palermo.

Oggi i difensori di Cammalleri e Ferrara, gli avvocati Giovanni Marchese e Accursio Gagliano, hanno discusso davanti al tribunale del Riesame, sostenendo - in estrema sintesi - che non vi sarebbero indizi sufficienti per tenere in carcere gli indagati. I giudici decideranno nei prossimi giorni.

Le proposte indecenti e lo strano pestaggio con "i mafiosi di Palermo"

Dalle intercettazioni compiute dagli investigatori sin dai giorni immediatamente successivi alla scomparsa di La Duca emergeva che Cammalleri e Ferrara temevano di essere ascoltati (avrebbero per questo utilizzato delle utenze segrete), ma anche che si sarebbero messi d'accordo sulle dichiarazioni da rendere sia agli inquirenti che nelle trasmissioni televisive, come "Chi l'ha visto?", dove avrebbero messo in scena un dolore soltanto finto per la sparizione di La Duca.

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