La donna uccisa 5 anni fa e le accuse di truffa sui social, indagini su una pagina Facebook

Già a partire dal 2013 qualcuno ha creato un gruppo per mettere in guardia gli utenti dai presunti imbrogli compiuti da Ruxandra Vesco, strangolata da Damiano Torrente che per il delitto è stato fermato. Tanti post contro la vittima, alla quale si augurava di finire in carcere

La pagina Facebook creata contro Ruxandra Vesco

C'è qualcuno che cercava insisitentemente Ruxandra Vesco, la donna strangolata il 13 ottobre del 2015 e poi gettata in un dirupo, come ha confessato Damiano Torrente, raccontando di essere l'autore dell'omicidio. Ma chi - sin da 2013 - cercava la vittima attraverso Facebook non lo faceva certo perché fosse in pensiero per lei, ma perché invece la riteneva una pericolosa truffatrice e le augurava di finire in carcere. La pagina, che ha un nome emblematico ed è seguita da ben 584 persone, con tanto di foto profilo che ritrarebbe proprio la romena uccisa e persino uno scatto che della sua carta d'identità, sembra avere l'intento di mettere in guardia gli utenti dai presunti imbrogli messi in atto dalla donna. Sulla misteriosa pagina Facebook adesso sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri. 

L'ultimo post risale al 14 febbraio 2018. C'è scritto in maiuscolo, rivolgendsi direttamente a Vesco: "Ma dove sei finita?". Qualcosa di simile era stato pubblicato il primo agosto dell'anno precedente: "A volte penso ma che fine hai fatto? E tutta la gente che parlava di te dove è andata a finire?". Qualcuno stamattina ha dato una risposta, condividendo proprio l'articolo di PalermoToday che racconto della tragica uccisione della donna. "Puoi anche chiudere questa pagina", ha scritto un'altra persona.

Scorrendo la pagina, si scopre che chi la gestisce, il 20 luglio del 2016 - quando Vesco era già stata ammazzata da quasi nove mesi - scriveva: "Ma come fai a vivere così". Anche qui un utente ha fornito oggi il macabro aggiornamento: "Non vive, l'hanno appena trovata morta, l'assassino ha confessato".

I post pubblicati nel gruppo hanno spesso toni molto duri. In uno che risale al 27 novembre 2015, quando Vesco era già morta, si legge: "Non ti servirà a molto nasconderti, ormai la giustizia sta facendo il suo corso, dovrai rendere conto del male che hai fatto". Il 10 settembre dello stesso anno, quando in base al racconto di Damiano Torrente avrebbe conosciuto la donna all'Addaura e lei gli avrebbe confidato di essere stata buttata fuori dal marito, un mese prima di essere ammazzata: "La giusta punizione arriverà anche per te a breve inizieranno i processi contro di te chissà con quale faccia guarderai tutte quelle persone che hai preso in giro". Il 31 luglio del 2015 si legge: "Giustizia sarà fatta prima o poi" e sotto è stato pubblicato uno scatto della donna e una foto della sua carta d'identità.

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L'8 febbraio del 2015 dalla pagina veniva lanciato un appello preciso: "Chiunque la veda o sappia qualcosa si faccia sentire, denunciarla è l'unico modo per fermarla non ha nessuna malattia, vuole impietosire la gente per fregargli i soldi e soprattutto non è in grado di far avere posti di lavoro a nessuno, è solo una bugiarda malata di cervello che pensa solo a giocare nei vari casinò". Sono tante le accuse rivolte a Vesco su Facebook, compresa quella di aver abbandonato e truffato anche la famiglia di Alcamo che l'aveva adottata anni fa, nonché suo marito, non curandosi neppure del figlio. 
 

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