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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca Caccamo

"Ecco come è stata uccisa Roberta Siragusa", il video dell'orrore mostrato ai giudici durante il processo

Stamattina le terribili immagini riprese da una telecamera vicino al campo sportivo di Caccamo, nella notte tra il 23 ed il 24 gennaio dell'anno scorso, sono state visionate dalla Corte d'Assise che sta processando l'ex fidanzato della diciassettenne, Pietro Morreale, per l'omicidio

E' una delle prove più importanti per l'accusa ed è anche una delle più agghiaccianti, ovvero il video di una decina di minuti che riprende una fiammata accanto al campo sportivo di Caccamo. A prendere fuoco in quegli istanti terribili, secondo la Procura, è Roberta Siragusa, la diciassettenne che sarebbe stata uccisa dal fidanzato, Pietro Morreale, nella notte tra il 23 ed il 24 gennaio dell'anno scorso. Le immagini questa mattina sono state mostrate ai giudici della Corte d'Assise presieduta da Sergio Gulotta, che sta processando il ragazzo che, tuttavia, ha sempre respinto le accuse.

Come avevano ricostruito i carabinieri, anche sulla scorta del video, la giovane sarebbe stata ammazzata proprio al campo sportivo, dove erano stati ritrovati alcuni suoi indumenti bruciati nonché le sue chiavi di casa. Dopo averle dato fuoco, Morreale - sempre secondo l'accusa - sarebbe rimasto nelle vicinanze con la sua auto, guardando l'incendio che divorava la sua fidanzata e poi chattando con un amico, a cui chiedeva se fosse disponibile - intorno alle 2 di notte - ad incontrarlo per giocare insieme alla Play Station. Poi avrebbe caricato il cadavere afferrandolo per le caviglie e l'avrebbe trasportato lungo il Monte San Calogero.

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Era stato proprio lui, la mattina del 24 gennaio, a far ritrovare il corpo di Roberta Siragusa in parte carbonizzato in un dirupo. Dove tuttavia non era stata riscontrata alcuna traccia di incendio. Per questo si era subito dedotto che il delitto fosse avvenuto altrove. L'auto dell'imputato è stata ripresa da una telecamera di sorveglianza mentre durante quella notte sarebbe andata e venuta per ben due volte sulla strada del Monte San Calogero.

Morreale aveva raccontato che la vittima si sarebbe cosparsa di benzina e si sarebbe gettata da sola nel dirupo, per suicidarsi. Lui avrebbe cercato di aiutarla e si sarebbe anche ferito. Una versione a cui gli inquirenti non hanno mai creduto. Per quanto riguarda il video, l'avvocato Gaetano Giunta, che difende l'imputato, aveva spiegato a PalermoToday che "le immagini non mostrano il momento in cui si ha l'innesco del fuoco e nemmeno chi ha provocato l'accensione", ma "unicamente una fiammata che si staglia nel buio della notte per una dozzina di secondi, che si sposta da destra verso sinistra rispetto alla visuale del video, adagiandosi per qualche minuto sulla parte bassa fino a spegnersi. Da tale video, per la lunga distanza che separa la telecamera dal luogo della fiammata, non si vede nessun uomo che dà accensione alcuna alla povera Roberta". Il penalista aveva poi sottolineato che il filmato dura "dieci minuti estrapolati dal pubblico ministero, facenti parte di un video di sei ore".

Le immagini oggi sono state sottoposte anche ai giudici, perché possano valutare con i loro occhi cosa sarebbe accaduto vicino al campo sportivo di Caccamo quella notte. Nel processo sono parte civile la famiglia della vittima, rappresentata dagli avvocati Giovanni Castronovo, Simona La Verde, Giuseppe Canzone e Sergio Burgio, oltre al Comune di Caccamo e due associazioni che si occupano del contrasto alla violenza sulle donne.

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