La morte di Aldo Naro, tre rinvii a giudizio: c'è anche il proprietario del Goa

Massimo Barbaro deve rispondere di favoreggiamento personale. Francesco Troia e Antonino Basile, clienti della discoteca, sono accusati di rissa. L'anno scorso il tribunale per i minorenni ha condannato a 10 anni Andrea Balsano, che avrebbe materialmente colpito il giovane medico

Il giudice per le indagini preliminari Fernando Sestito ha rinviato a giudizio tre indagati per la rissa scoppiata il 14 febbraio 2015 all'interno della discoteca Goa e che portò alla morte di Aldo Naro. Si tratta di Francesco Troia, Massimo Barbaro e Antonino Basile. Barbaro è il proprietario del locale e deve rispondere di favoreggiamento personale. Gli altri due sono clienti della discoteca e sono accusati di rissa.

Il processo comincerà il 9 dicembre davanti alla quarta sezione monocratica del tribunale. Verranno giudicati in abbreviato, invece, Giovanni Colombo, Pietro Covello, Daniele Cusimano, Mariano Russo, Natale Valentino, Giuseppe Micalizzi, Carlo Salvatore Lachina (accusati di rissa), Giuliano Bonura e Francesco Meschisi (accusato di favoreggiamento personale). Giovanni Perna, responsabile della sicurezza del Goa, ha chiesto di patteggiare la pena di un anno. Per loro l'udienza è stata rinviata al 21 settembre.

Si tratta di un secondo procedimento perchè il tribunale dei minori, l'anno scorso, ha condannato a dieci anni di reclusione (scontati di un terzo per il rito abbreviato) Andrea Balsano. L'imputato, che aveva 17 anni quando avvenne la rissa e faceva il buttafuori, ha ammesso di avere sferrato il calcio che ha ucciso il giovane neolaureato.

Naro stava partecipando a una festa con alcuni amici quando è scoppiata una lite. Il 25enne, neolaureato in Medicina, è finito a terra e un calcio alla nuca gli è stato fatale.

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