Sabato, 13 Luglio 2024
Cronaca Terrasini

"Rapinarono un anziano che morì per la paura": ridotte le condanne inflitte a tre imputati

L'assalto avvenne a Terrasini il 9 settembre del 2019 nella casa di Mike Nepa. L'uomo, affetto da diverse patologie, venne legato ed imbavagliato. Secondo l'accusa i banditi avrebbero portato via un baule con 300 mila euro, ma il bottino non è mai stato ritrovato. "Dovevamo solo fare un furto, non dovevamo ammazzare nessuno..."

Si sarebbe visto piombare in casa quattro rapinatori in piena notte, era stato legato e imbavagliato e alla fine era morto per lo spavento. Il tragico colpo avvenne il 9 settembre del 2019 a Terrasini, nell'abitazione dell'anziano Mike Nepa. Adesso la Corte d'Assise d'Appello ha deciso di ridurre lievemente tre delle quattro condanne inflitte in primo grado il 14 dicembre del 2021 ai presunti autori della rapina.

La Corte presieduta da Mario Fontana ha confermato la condanna a 13 anni per Donald Cucchiara Di Leo, mentre ha ridotto le pene di Dario La Perna (da 13 anni a 10 anni e 11 mesi), di Gaspare Polizzi e Francesco Lo Piccolo (entrambi passano da 12 anni e un mese a 10 anni di reclusione). I tre imputati sono difesi dagli avvocati Giuseppe Brancato, Umberto Seminara e Pietro Piazza. Confermato il diritto al risarcimento per i due fratelli della vittima che vivono negli Stati Uniti e che si sono costituiti parte civile.

I quattro, secondo l'accusa (che in primo grado aveva invocato l'ergasolo per alcuni degli imputati, sostenendo la tesi dell'omicidio, poi riqualificato dai giudici in omicidio preterintenzionale) sarebbero entrati nella casa di via Venezia e avrebbero portato via un baule con almeno 300 mila euro. Bottino che, tuttavia, non è mai stato ritrovato.

L'anziano, affetto da diverse patologie, non sarebbe sopravvissuto alla paura: i banditi lo avevano immobilizzato e gli avrebbero tappato la bocca con del nastro adesivo, impedendogli di respirare regolarmente, tanto che poi era morto. Lo Piccolo, Polizzi e La Perna avevano ammesso le loro responsabilità davanti al gip Marco Gaeta, dopo essere stati arrestati a maggio del 2020. Lo Piccolo aveva comunque precisato che "dovevamo fare solo un furto, non dovevamo ammazzare nessuno".

Contro gli imputati c'erano anche delle intercettazioni e in una sempre Lo Piccolo descriveva proprio la morte dell'anziano: "L'omicidio c'è! Infatti poi ci ficiru i cose... Muriu soffocato preciso, è omicidio! Non se la firò a fare e l'ammazzò... Ci rissi: 'Malato... avia iutu p'a gola accussì faceva... picchì un lu lassi respirare! Pigghialu bonu, levacilla! Pigghia e ci mette a mano" e poi aggiungeva: "Ma il naso era libero... e idda proprio u iuccau, mancu u sapeva iu però! Pi tuccarlo un poso respira, 'fallo respirare'". Infine diceva: "Si scantò, minchia, 1.200 euro in sacchietta avia!".

I carabinieri avevano poi acquisito le immagini di alcune telecamere di sorveglianza che avrebbero immortalato l'auto di La Perna, una Volkswagen grigia, nella zona di via Venezia e in un orario compatibile con la rapina finita male. In più sarebbero state trovate tracce del dna di Lo Piccolo e Polizzi nella stanza da letto della vittima, "sulla corda bianca in corrispondenza del tronco superiore della vittima, sul nastro adesivo di carta, sui guanti in lattice accanto al letto" e sotto l'unghia del pollice della mano destra della vittima.
 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Rapinarono un anziano che morì per la paura": ridotte le condanne inflitte a tre imputati
PalermoToday è in caricamento