Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca Cruillas / Via Filippo Paladini

Agguato mortale al mercatino del Cep, diventano definitive le assoluzioni di due imputati

Scagionati i fratelli Alfredo e Lorenzo Marra, accusati di aver aperto il fuoco tra le bancarelle di via Paladini nel 2014, ammazzando Maurizio Quartararo e ferendo il fratello Umberto. Per altri tre dei Marra, giudicati non colpevoli in primo grado, pende invece l'appello

Diventano definitive le assoluzioni di Alfredo e Lorenzo Marra, i due fratelli accusati di aver aperto il fuoco tra le bancarelle del mercatino del Cep, in via Paladini, e di aver colpito per vecchi rancori i fratelli Maurizio e Umberto Marra, ammazzando il primo e ferendo gravemente il secondo, il primo ottobre del 2014. I due imputati, che sono stati processati con il rito abbreviato e sono difesi dagli avvocati Raffaele Bonsignore e Salvatore Ruta, erano stati già scagionati sia in primo che in secondo grado e non è stato presentato alcun ricorso in Cassazione.

Anche altri tre fratelli - Marcello, Enrico e Salvatore Emanuele Marra - sono stati assolti in primo grado dalle accuse di omicidio e tentato omicidio, ma per loro, che hanno scelto l'ordinario, il processo è pendente in appello. Allo stato, quindi, la sparatoria è senza colpevoli.

Secondo la squadra mobile, che nel 2015 aveva arrestato i Marra, tra le due famiglie vi sarebbero stati scontri sin dagli anni Novanta. Quella mattina, in mezzo alla folla e in pieno giorno, vi sarebbe stata l'ennesima discussione e da lì sarebbe partita la vendetta a colpi di arma da fuoco. Per l'accusa, il giorno della sparatoria i Marra sarebbero stati incitati anche dall'anziana madre che dal suo balcone avrebbe urlato: "Andate là e fateci la testa come allo scolapasta" e "te li facciamo trovare sulla sedia a rotelle".

La difesa degli imputati ha però messo in evidenza tutta una serie di incongruenze. In particolare, è agli atti un'intercettazione di Umberto Quartararo, sopravvissuto all'agguato e dunque testimone diretto, che mentre era ricoverato in ospedale diceva chiaramente: "A sparare non sono stati i Marra... Quello (l'assassino, ndr) era una cosa sicca, non un un bestione". E, in effetti, gli imputati sono tutti alti più di un metro e 90. Un altro elemento è che il killer era arrivato su uno scooter assieme ad un complice: gli imputati sono in tutto cinque e non è mai stato chiarito quale sarebbe stato eventualmente il ruolo di ognuno nell'agguato.

Dopo l'assoluzione di Alfredo e Lorenzo Marra erano stati i parenti delle vittime a ricorrere in appello, sperando di ottenere almeno il diritto al risarcimento in sede civile. Ma a marzo questa richiesta è stata respinta dai giudici e la famiglia Quartararo è stata pure condannata a pagare le spese per il processo.

Nella foto da sinistra gli imputati definitivamente scafionati, Lorenzo e Alfredo Marra

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