Agguato mortale al mercatino del Cep, diventano definitive le assoluzioni di due imputati

Scagionati i fratelli Alfredo e Lorenzo Marra, accusati di aver aperto il fuoco tra le bancarelle di via Paladini nel 2014, ammazzando Maurizio Quartararo e ferendo il fratello Umberto. Per altri tre dei Marra, giudicati non colpevoli in primo grado, pende invece l'appello

La chiazza di sangue in via Paladini dopo la sparatoria del primo ottobre del 2014

Diventano definitive le assoluzioni di Alfredo e Lorenzo Marra, i due fratelli accusati di aver aperto il fuoco tra le bancarelle del mercatino del Cep, in via Paladini, e di aver colpito per vecchi rancori i fratelli Maurizio e Umberto Marra, ammazzando il primo e ferendo gravemente il secondo, il primo ottobre del 2014. I due imputati, che sono stati processati con il rito abbreviato e sono difesi dagli avvocati Raffaele Bonsignore e Salvatore Ruta, erano stati già scagionati sia in primo che in secondo grado e non è stato presentato alcun ricorso in Cassazione.

Anche altri tre fratelli - Marcello, Enrico e Salvatore Emanuele Marra - sono stati assolti in primo grado dalle accuse di omicidio e tentato omicidio, ma per loro, che hanno scelto l'ordinario, il processo è pendente in appello. Allo stato, quindi, la sparatoria è senza colpevoli.

Secondo la squadra mobile, che nel 2015 aveva arrestato i Marra, tra le due famiglie vi sarebbero stati scontri sin dagli anni Novanta. Quella mattina, in mezzo alla folla e in pieno giorno, vi sarebbe stata l'ennesima discussione e da lì sarebbe partita la vendetta a colpi di arma da fuoco. Per l'accusa, il giorno della sparatoria i Marra sarebbero stati incitati anche dall'anziana madre che dal suo balcone avrebbe urlato: "Andate là e fateci la testa come allo scolapasta" e "te li facciamo trovare sulla sedia a rotelle".

La difesa degli imputati ha però messo in evidenza tutta una serie di incongruenze. In particolare, è agli atti un'intercettazione di Umberto Quartararo, sopravvissuto all'agguato e dunque testimone diretto, che mentre era ricoverato in ospedale diceva chiaramente: "A sparare non sono stati i Marra... Quello (l'assassino, ndr) era una cosa sicca, non un un bestione". E, in effetti, gli imputati sono tutti alti più di un metro e 90. Un altro elemento è che il killer era arrivato su uno scooter assieme ad un complice: gli imputati sono in tutto cinque e non è mai stato chiarito quale sarebbe stato eventualmente il ruolo di ognuno nell'agguato.

Dopo l'assoluzione di Alfredo e Lorenzo Marra erano stati i parenti delle vittime a ricorrere in appello, sperando di ottenere almeno il diritto al risarcimento in sede civile. Ma a marzo questa richiesta è stata respinta dai giudici e la famiglia Quartararo è stata pure condannata a pagare le spese per il processo.

Nella foto da sinistra gli imputati definitivamente scafionati, Lorenzo e Alfredo Marra

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