Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca Libertà / Via della Libertà

Palermo ricorda Mattarella, Grasso: "Dopo 36 anni ancora tante ombre"

Il presidente della Regione è stato ucciso dalla mafia in via Libertà il 6 gennaio del 1980 per fermare la sua sfida per una "Regione con le carte in regola". Il presidente del Senato: "Tentativi di depistaggio, ma non dispero che la verità venga ancora fuori"

Palermo ricorda il suo presidente della Regione siciliana Piersanti Mattarella, ucciso dalla mafia 36 anni fa. In via Libertà, dove nel giorno dell'Epifania del 1980 il politico democristiano fu ammazzato - sotto gli occhi della moglie Irma e ai suoi due figli Bernardo (20 anni) e Maria (18 anni) - per fermare la sua sfida per una "Regione con le carte in regola", le note del silenzio hanno risuonato nel cuore della città. "E' rimasta ancora qualche ombra - confessa il presidente del Senato Pietro Grasso - ma non dispero che la verità prima o poi salti fuori".

A rendere il loro omaggio, oltre al presidente del Senato, anche il presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone, il governatore Rosario Crocetta, il sindaco Leoluca Orlando, il nuovo prefetto Antonella De Miro e altre autorità politiche e militari, i vertici delle forze dell'ordine e una piccola folla di cittadini. Mattarella viene ricordato anche nella natia Castellammare del Golfo.

GRASSO - "L'emozione è sempre la stessa dopo tanti anni - ha detto il presidente del Senato - e Piersanti Mattarella rimane un simbolo ancora attuale di quell'idea di rinnovamento della Sicilia che è stata compiuta con lentezza e con il sacrificio di tanti uomini ma che ancora non è conclusa. Dobbiamo continuare a mobilitare sia le istituzioni che i cittadini, tutte le risorse, le speranze e la partecipazione per potere avere quella mobilitazione generale per realizzare quel che Piersanti voleva: un Paese migliore, cambiato fuori dalle beghe della corruzione e del malaffare, un Paese con le carte in regola. Non c'è stato momento della mia vita professionale precedente - continua Grasso - in cui non ho cercato la verità sull'assassino di Piersanti Mattarella, perchè i mandanti come sappiamo sono stati tutti condannati. E' rimasta qualche ombra, come in tanti dei misteri del nostro Paese. Non dispero mai che la verità possa venire fuori. Depistaggi? Questa è la storia che c'è nelle carte processuali - conclude - e non c'è dubbio che c'è stato questo tentativo di depistaggio che lascia presuporre che ci siano delle parti ancora oscure che non sono state accertate".

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CROCETTA - "Ancora oggi è valida la battaglia di Piersanti Mattarella - ha detto il Governatore - e ancora oggi la Regione e questa terra devono essere liberati dai legami con la mafia, dalla sua presenza. Mattarella ha pagato con la vita questa lotta contro un sistema inquinato e infiltrato. Noi proseguiamo lungo questa strada".

ORLANDO - "Piersanti era un politico ed uno statista troppo avanti rispetto al tempo in cui ha vissuto - ha affermato il sindaco Orlando - e umanamente ed eticamente troppo diverso dalla politica del suo tempo. Un tempo in cui Palermo era governato dalla mafia, quella stessa mafia politica che lo ha ucciso. Noi oggi siamo qui per ricordare il sacrificio di un uomo delle Istituzioni, che per tanti di noi è stato un maestro che ha cambiato le nostre vite. A me, che avevo il privilegio di essere il suo Consigliere giuridico, toccò allora il compito, come ad altri suoi collaboratori, di indicare ai magistrati quello che pensavo fosse il movente dell’omicidio; di richiamare le responsabilità politiche della corrente andreottiana della Democrazia Cristiana, di Vito Ciancimino e della famiglia Salvo di Salemi. Quel 6 gennaio del 1980 - conclude - ha determinato la mia scelta di vita di dedicarmi alla città e alla sua liberazione dalla mafia. La morte di Piersanti Mattarella ha portato una grave perdita per la Sicilia e per il suo percorso di sviluppo, riportandoci allora indietro nel tempo e costringendoci ancora oggi a dover recuperare nella nostra regione tanto tempo perso nella direzione dello sviluppo".

MILAZZO -  “La figura di Piersanti Mattarella rimane un faro che guida il nostro quotidiano. Lui, il presidente buono che voleva una Regione ‘con le carte in regola’ e che pagò con il martirio la sua battaglia per liberare la Sicilia dal giogo della mafia, è l’esempio a cui ispirarsi per cambiare volto alla nostra bellissima ma amara terra”. Così il segretario generale della Cisl Sicilia, Mimmo Milazzo. “Ricordiamo come se fosse ieri – aggiunge Mimmo Milazzo – quel drammatico momento di 36 anni fa, che scosse l’Italia intera e che ha lasciato una ferita ancora aperta nella storia del Paese. Piersanti Mattarella fino all’ultimo ha svolto il suo lavoro, con entusiasmo, con coraggio, senza mai indulgere alle passerelle del sensazionalismo ma sempre con concretezza e serietà. In tempi complessi come quelli che stiamo vivendo, di grande sbandamento e di perdita di orientamento - chiosa il segretario generale della Cisl Sicilia - abbiamo il compito di  rinnovare con forza, il valore della memoria del suo sacrificio e quello di tanti, tantissimi altri che hanno offerto la propria vita per lottare contro la mafia. La loro testimonianza di legalità deve essere il monito forte e imprescindibile per noi tutti a continuare sulla via da loro eroicamente intrapresa".

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