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Cronaca Cruillas

La madre di Piera Napoli contro il genero: "Era ossessivo e geloso, quel giorno ha ucciso anche me"

La testimonianza di Adele Alfonzetti al processo per l'omicidio della cantante neomelodica di Cruillas, avvenuto il 7 febbraio, e per il quale è imputato Salvatore Baglione. "Una volta lui si conficcò un coltello in pancia per dimostrarle che teneva a lei ma non è amore questo, non lo perdonerò mai". L'appello: "Denunciate se siete sicure di poter scappare"

"Non lo perdonerò mai: ha ucciso mia figlia, la cosa più importante per me, e quel giorno ha ammazzato anche me. Non ha giustificazioni, anche se mia figlia avesse avuto un regimento di soldati lui doveva lasciarla, non ammazzarla. Per me mio genero era come un figlio, ma da quel maledetto 7 febbraio è morto". E' rabbia, è soprattutto immenso dolore, è l'urlo di una madre disperata quello che stamattina ha riempito l'aula della prima sezione della Corte d'Assise, dove ha deposto Adele Alfonzetti, la mamma di Piera Napoli, la cantante neomelodica massacrata a coltellate nella sua casa di via Vanvitelli, a Cruillas, dal marito Salvatore Baglione, lo scorso 7 febbraio.

La madre: "Lei non voleva lasciarlo, non lo perdonerò mai"

Era presente anche lui in aula, l'imputato che dopo aver ucciso la madre dei suoi tre figli, la donna con cui era sposato da 15 anni "per gelosia, perché aveva un altro uomo, perché non mi voleva più" (come disse lui stesso ai carabinieri) aveva fatto un post sul "rispetto" su Facebook: una tuta blu scuro, braccia conserte e testa spesso calata. Anche quando Adele Alfonzetti ripete che "Piera non lo voleva lasciare, non voleva andare via da casa, lo diceva sempre: 'E' il padre dei miei figli, non lo lascerò mai'... Piera era buona, avrebbe potuto averla accanto per sempre, come sempre, e invece l'ha uccisa, l'ha tolta dal mondo...". Ha escluso qualsiasi possibilità di perdono: "Dopo un mese dall'omicidio - racconta fuori dall'aula Adele Alfonzetti - mio genero mi ha mandato una lettera per chiedermi perdono: non lo avrà mai, deve stare male come ha fatto stare male mia figlia e i miei nipoti, rimasti senza una madre".

La sorella: "Lui per me era un fratello, Piera non meritava questo"

Stamattina i giudici, oltre alla madre della vittima, hanno sentito anche sua sorella, Silvia Napoli, che più volte è scoppiata in lacrime: "Mia sorella non meritava tutto questo, lui per me era un fratello, non mi sarei mai aspettata che potesse fare una cosa del genere...". La famiglia Napoli è parte civile con l'assistenza degli avvocati Umberto Seminara, Laura Terrasi e Ines Trapani davanti alla Corte presieduta da Sergio Gulotta, che sta processando Baglione per l'omicidio. A sostenere l'accusa è il sosituto procuratore Federica Paiola, che aveva coordinato anche le indagini.

"La seguiva, era pesante e soffocante"

Dalle testimonianza sono emersi particolari agghiaccianti: "Mio genero aveva messo qualcosa nella macchina di mia figlia per seguirla", ha detto la madre di Piera Napoli e la sorella ha rimarcato che "Baglione disse anche a me che aveva ingaggiato un investigatore privato... Era pesante, possessivo, soffocante, troppo geloso da sempre". I segnali che tra i due le cose non sarebbero andate bene nell'ultimo periodo ci sarebbero stati: "Mio genero mi mandò una foto dopo essersi conficcato un coltello nella pancia, finì pure in ospedale per questa ferita... Io dissi a Piera: 'Non mi piace questa cosa'". Silvia Napoli ha riferito che l'imputato "mi mandò un messaggo per dirmi che l'aveva fatto per amore, perché amava Piera... Ma è un modo di amare questo?".

L'appello alle donne: "Denunciate quando sapete di poter scappare"

Fuori dall'aula, Adele Alfonzetti non esita a dire: "Era un amore malato, bisogna denunciare quando è così, ma quando si ha la certezza di poter scappare ed essere protette. Io sono sicura che se mia figlia l'avesse denunciato e fosse venuta a vivere da me, lui avrebbe atteso il momento giusto e l'avrebbe ammazzata comunque. Non è amore questo, per lui Piera era come un oggetto".

"Facevano pace e poi lui però ricominciava"

La madre della vittima ha spiegato che "lui solo una volta le ha alzato le mani, anni fa, sempre per gelosia, le ha gonfiato la testa a cazzotti" e che i rapporti tra loro si sarebbero raffreddati qualche mese prima: "Lei l'aveva buttato fuori e aveva chiamato anche le forze dell'ordine. Lui era ossessivo, facevano pace, ma poi lui ricominciava sempre. L'ha fatto rientrare in casa perché uno dei figli le ha detto: 'Se non lo fai entrare resto fuori pure io'". Adele Alfonzetti ha anche detto con amarezza che uno dei figli di Piera Napoli "dà la colpa a lei, dice: 'Papà mi vuole bene, la mamma voleva lasciarlo'... Ma anche se fosse? Non doveva ucciderla, doveva lasciarla e basta... Piera continuava a volergli bene, non voleva lasciarlo, diceva che comunque era il padre dei suoi figli". E ha aggiunto: "Per me lui era come un figlio, lo sa, ma adesso è morto: non lo doveva fare, per me mia figlia era tutto, sono morta anche io con lei".

"Non c'era nessun altro uomo, era solo un amico"

La madre della vittima ha però specificato: "Non ne posso parlare male di mio genero, si comportava bene, era un po' troppo geloso, se qualcuno guardava Piera per esempio... Ma stavano bene, erano felici ed erano sposati da 15 anni, con noi Baglione non era cambiato, ci chiamava, ci voleva bene". L'imputato aveva confessato di aver ucciso la moglie perché "mi tradiva", ma su questa presunta relazione la madre della vittima ha chiarito che "era un'amicizia, non so, forse è spuntata questa persona ed ha scombussolato la vita a mio genero, non ha saputo gestire le cose... Ma non pensavo potesse fare una cosa del genere, ha ucciso anche me - ha ripetuto - neanche ai cani si fa una cosa del genere, non lo perdonerò mai".

"Mia figlia era stanca, le cadevano i capelli"

La donna ha anche spiegato che quando Baglione si sarebbe lamentato, lei rispondeva: "Non ti preoccupare, a tutto c'è rimedio, solo alla morte no, lasciala stare a Piera per ora", anche perché "mia figlia non stava bene - ha aggiunto - le cadevano i capelli, era stanca. Un giorno che ricordo come fosse ora, mi disse in lacrime: 'Sono stanca, mamma, sono stanca della vita, mi segue, mi stanca...' perché lui era troppo soffocante, lo diceva anche lui che era geloso".

"Fu una vicina a dirmi: 'Piera non c'è più, l'ha uccisa lui'"

La donna ha poi ricordato quel tragico 7 febbraio: "Quel giorno maledetto, non mi è arrivato il buongiorno di Piera, l'ho chiamata ma lei non rispondeva. Alle 13.30 una vicina di mia figlia mi ha telefonato e mi ha detto: 'Non te lo vorrei dire, ma Piera non c'è più, l'ha ammazzata'". E ha sottolineato: "Non c'è giustificazione per quello che ha fatto, sono una mamma e solo una mamma lo può capire".

"Piera si sentiva trascurata, lui non le manifestava affetto"

La sorella della vittima ha detto ai giudici che "d'estate (quella del 2020, ndr) ho notato che litigavano per questioni di gelosia, mi chiamavano entrambi per raccontarmi e lui stesso mi ha detto che aveva preso un investigatore privato per seguirla... Mio nipote mi aveva detto che aveva paura per questo fatto". Ha aggiunto che "Piera mi diceva che lui andava a lavorare e poi tornava a casa e usciva e andava a bere, mi diceva che lui non le manifestava alcun affetto, si è sentita trascurata, ma non voleva lasciarlo". La vittima le avrebbe anche confidato di essere "presa" dall'altro uomo, ma "soltanto perché mio cognato la trascurava".

"Una volta l'ha spinta per prenderle il cellulare"

Silvia Napoli ha poi riferito di un espisodio avvenuto a Capodanno, poco più di un mese prima del delitto: "Mentre eravamo a casa di mia madre e Piera teneva mio figlio in braccio, Baglione l'ha spinta per prenderle il telefonino e l'ha fatta sbattere contro una porta... Voleva il telefono al quale Piera aveva messo il blocco ed infatti poi è andato via con il cellulare. Mio cognato mi diceva: 'Tua sorella mi vuole consumare', diceva che lei aveva in testa un altro e che aveva paura di perderla... Mia sorella non meritava tutto questo, non doveva ucciderla...".
 

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