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Sabato, 22 Gennaio 2022
Cronaca

La cantante Piera Napoli uccisa a coltellate, sì al giudizio immediato per il marito

Il processo per Salvatore Baglione, che aveva confessato il delitto, inizierà a settembre: rischia l'ergastolo, non potendo scegliere riti alternativi e ottenere sconti di pena. La donna, madre di 3 figli, era stata massacrata nella sua casa di via Vanvitelli a Cruillas il 7 febbraio, perché secondo l'imputato "aveva un amante"

Si aprirà a settembre, davanti alla prima sezione della Corte d'Assise, il processo per l'omicidio di Piera Napoli, la cantante neomelodica di 32 anni, massacrata con decine di coltellate la mattina del 7 febbraio scorso nella sua casa di Cruillas. Unico imputato - che rischia l'ergastolo - è il marito della vittima, Salvatore Baglione, che poche ore dopo aver ammazzato la madre dei suoi tre figli, si era costituito e aveva confessato il delitto ai carabinieri della stazione Uditore.

Giudizio immediato, la famiglia della vittima parte civile

Una storia terribile, ma molto chiara da un punto di vista investigativo e giudiziario: Baglione aveva persino fatto ritrovate il coltello utilizzato per commettere l'omicidio. Alla Procura guidata da Francesco Lo Voi sono così bastati poco più di quattro mesi per chiudere l'indagine e ottenere il giudizio immediato. Non sarà celebrata l'udienza preliminare, quindi, e comunque - in virtù delle norme più recenti - l'imputato non può scegliere riti alternativi, come l'abbreviato, e ottenere quindi sconti di pena. Nel processo saranno parte civile i figli dellla coppia, rappresentati dall'avvocato Laura Terrasi, il padre, la madre e le sorelle della vittima, assistiti dagli avvocati Umberto Seminara e Ines Trapani.

Le decine di coltellate e il post su Facebook

Il delitto era avvenuto tra le 10 e le 11 nell'abitazione di via Vanvitelli in cui Piera Napoli viveva col marito. L'imputato l'aveva aggredita ferocemente mentre era seduta sul water, limitando quindi anche la sua possibilità di difendersi, e si era accanito su di lei, ferendola a morte con decine di fendenti alla testa, al volto e al tronco, come aveva messo in luce l'autopsia eseguita dal medico legale Antonella Argo. Baglione aveva spiegato di essersi "fermato" solo quando la moglie era caduta sul pavimento e "non si muoveva più". Poco dopo sul profilo Facebook di Baglione era comparso un macabro post: una foto di Robert De Niro accompagnato dalla frase: "Il rispetto, gran bella parola... Peccato che non tutti ne conoscano il significato".

Il cadavere coperto e la confessione ai carabinieri

Baglione, assistito dall'avvocato Daniele Lo Piparo, aveva poi raccontato ai carabinieri di aver coperto il corpo della moglie, di essersi lavato e cambiato e di aver accompagnato due dei suoi figli (che a suo dire non si sarebbero accorti di nulla) dai nonni. Infine aveva riempito "un trolley di grandi dimensioni" con l'occorrente per stare in carcere ed era andato a costituirsi.

"E' stato un raptus"

"Mi tradiva da qualche mese e stamattina (il 7 febbraio, ndr) mi ha detto di non amarmi più", ecco la spiegazione fornita dall'imputato al gip Ermelinda Marfia, davanti al quale Baglione aveva sostenuto la tesi di un "raptus", anche se incompatibile con la lucidità delle sue azioni successive al delitto. La Procura gli contesta infatti l'omicidio premeditato e aggravato dai futili motivi e dalla crudeltà. L'uomo aveva aggiunto: "Ho agito solo per gelosia, perché da circa quattro mesi c'erano discussioni con mia moglie, dovute ad una sua relazione extraconiugale".

L'intervento della polizia due settimane prima del delitto

Come è stato ricostruito dai carabinieri, due settimane prima dell'omicidio in via Vanvitelli era intervenuta la polizia: Piera Napoli non avrebbe voluto fare entrare a casa il marito, col quale era sposata da 14 anni: "Circa due settimane fa - aveva infatti detto Baglione - c'è stato un intervento della polizia in quanto mia moglie non mi voleva fare entrare in casa e, in quella circostanza, me ne sono andato da casa dormendo tre giorni in macchina".

"Lei mi tradiva, così l'ho uccisa"

L'imputato aveva anche spiegato: "Dopo qualche giorno sono rientrato a casa, ma le discussioni continuavano sempre poiché mia moglie mi tradiva con un altro, che ho anche avuto modo di contattare per chiedergli di interrompere la relazione con mia moglie. Questa mattina - aveva detto Baglione riferendosi al giorno dell'omicidio - mentre ci trovavamo entrambi in cucina abbiamo avuto l'ennesima discussione in quanto io le avevo chiesto di lasciare il suo amante e di ritornare da me al fine di ricomporre la famiglia".

"Mi ha detto di non volermi più"

Ma Piera Napoli non avrebbe reagito seguendo le regole che avrebbe voluto imporle il marito: "Lei mi ha detto di non volermi perché amava il suo amante - aveva raccontato ancora Baglione - ed è andata in bagno. A questo punto, sentendole dire quelle parole, in preda ad un raptus, ho preso un grosso coltello (dalla lama di 20 centimetri, ndr), mi sono recato in bagno e ho accoltellato mia moglie in diverse parti del corpo, mentre era seduta sul water".

Baglione aveva anche descritto ciò che sarebbe accaduto la sera prima dell'omicidio: "Ieri sera ho sorpreso mia moglie intenta a mandare messaggi col cellulare anche se mi ha detto che stava dormendo. Stamattina, quando ci siamo alzati abbiamo iniziato a discutere, io le ho chiesto se ieri sera stava messaggiando con il suo amante e lei mi ha detto di sì e mi ha preso a cattive parole e mi ha detto che era innamorata di lui. Poi è successo quello che ho già detto".

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