Il palermitano che uccise il vicino con due colpi di fucile: chiesto il giudizio immediato

L'episodio è avvenuto a Perugia lo scorso 10 aprile. La prima udienza davanti al giudice per l’udienza preliminare è stata fissata al 21 novembre. L’imputato avrà la facoltà di chiedere un rito alternativo. La vittima aveva 43 anni

Freddò il vicino con due colpi di fucile esplosi dal balcone di casa sua, a Perugia. E' morto così Mirco Paggi, 43 anni, ucciso il 10 aprile scorso nel quartiere del capoluogo umbro di Ponte D’Oddi. I colpi partiti dal fucile da caccia, una doppietta calibro 12 detenuta illegalmente da Antonio Catalano, 59enne palermitano, hanno raggiunto il cuore e il polmone, non lasciando scampo alla vittima.

Palermitano spara due colpi di fucile ed uccide un 43enne

A sei mesi di distanza dalla tragedia, per Catalano (detenuto nel carcere a Capanne) il sostituto procuratore Annamaria Greco ha chiesto il giudizio immediato e la prima udienza dinanzi al giudice per l’udienza preliminare è stata fissata al 21 novembre. L’imputato, difeso dall’avvocato Giuliano Bellucci, avrà la facoltà di chiedere un rito alternativo.

Catalano, fermato poco dopo l’omicidio dagli agenti della squadra mobile di Perugia, ha ammesso il delitto: i due si conoscevano da tempo, ma qualcosa aveva incrinato il loro rapporto. "Gli ho sparato due botte a Mirco... ho fatto una cavolata": con queste parole il palermitano "si arrese" quando la polizia entrò nella sua abitazione. Alcuni testimoni lo avevano sentito dire, pochi minuti dopo l'omicidio di Paggi, "non lo sopportavo più... abbiamo litigato di nuovo". Poco prima degli spari, infatti, c’è chi li aveva sentiti discutere; un diverbio, forse legato a questioni economiche. Fatto sta che quando Catalano ha imbracciato il fucile, ha sparato più di un colpo verso Paggi, strappandolo alla vita a soli 43 anni. La famiglia della vittima è rappresentata dagli avvocati Nicodemo Gentile e Antonio Cozza.

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