Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca Cinisi

Giovane ammazzato davanti a un locale, la famiglia e il comune di Terrasini parte civile

Si è aperto il processo a carico di Alberto Pietro Mulè, che a febbraio avrebbe accoltellato Paolo La Rosa, e del cugino Filippo e di Rosario Namio, accusati di rissa aggravata. Manifestazione degli amici davanti al palazzo di giustizia

Si è aperto stamattina il processo per l'omicidio di Paolo La Rosa, il ventunenne accoltellato alla fine dello scorso febbraio davanti ad una discoteca di Terrasini. Due degli imputati, che rispondono di rissa aggravata dall'aver provocato la morte della vittima, Filippo Mulè e Rosario Namio, hanno chiesto di essere processati con il rito abbreviato. Una scelta che è invece preclusa ad Alberto Pietro Mulè, il giovane accusato dell'omicidio: in virtù delle nuove norme, infatti, per questo tipo di reato non è più possibole optare per riti alternativi ed ottenere sconti di pena.ù

Il gup Piergiorgio Morosini si è riservato e intanto ha accolto la richiesta di costituirsi parte civile avanzata sia dalla famiglia della vittima che dal comune di Terrasini. Per i tre imputati il procuratore aggiunto Ennio Petrigni ed il sostituto Daniele Sansone avevano chiesto ed ottenuto il giudizio immediato. Il processo è stato rinviato al 26.

Davanti al palazzo di giustizia, contemporaneamente all'udienza, si sono riunite decine di persone, amici e conoscenti di La Rosa, che hanno chiesto giustizia per la vittima. L'omicidio aveva commosso non solo Cinisi, paese di origine del ragazzo, ma anche Terrasini. L'accoltellamento era avvenuto al culmine di una lite nata all'interno della discoteca. I carabinieri avevano rintracciato in poche ore i cugini Mulè. 

Subito dopo il delitto erano circolati diversi messaggi Whatsapp in cui alcuni testimoni raccontavano quanto sarebbe accaduto il 24 febbraio davanti al "Millenium". "Arrivò 'sto Paolo La Rosa - diceva uno di loro - e andò ad acchiappare subito a Filippo (Mulè, ndr)... Gli va a dare quattro pugni in faccia a Filippo... Ha uscito il coltello, picciotti, gli ha tagliato la giugulare a giro a giro, due coltellate nella pancia". Proprio a Filippo Mulè, peraltro, in quegli stessi giorni venne contestato un tentato omcidio, quello di Pierpaolo Celestre, ferito con sei coltellate il 7 settembre dell'anno scorso sulla spiaggia di Magaggiari.

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