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Cronaca Terrasini

La madre di Paolo La Rosa accoltellato davanti a una discoteca: "Da quel giorno non viviamo più"

La donna ha deposto nel processo per il delitto avvenuto a Terrasini nel 2020 in cui è imputato Filippo Mulè: "Non era un ragazzo che andava in giro ad ubriacarsi e litigare, stava bene con tutti". E tra le lacrime ha raccontato: "Con mio marito non dormiamo più, lui urla la notte, io prendo delle medicine ma poi mi impediscono di sognare mio figlio"

"Non dormiamo più, mio marito urla la notte, io prendo delle medicine, ma poi mi impediscono di sognare mio figlio... Non recupereremo mai la nostra vita come era prima", sono le parole della madre di Paolo La Rosa, il giovane ucciso a coltellate davanti alla discoteca "Millenium" di Terrasini, il 24 febbraio del 2020. Una testimonianza disperata, più volte rotta dal piano, quella della donna, che è stata sentita stamattina nell'ambito del processo per l'omicidio in cui è imputato un altro giovane, Filippo Mulè.

Per il delitto - che maturò al culmine di una rissa - è già stato condannato a 16 anni con il rito abbreviato un cugino dell'imputato, Alberto Pietro Mulè. Lui, che inizialmente era accusato solo di rissa aggravata dall'aver provocato la morte di La Rosa, dopo gli accertamenti compiuti dal gup Piergiorgio Morosini è finito a processo con l'accusa più grave di concorso in omicidio.

"Gli dicevo sempre: 'Paolo, stai attento' e lui mi rispondeva: 'Mamma, ma perché mi dici sempre così? Ma cosa può mai succedere?'... Ed è successa la cosa più brutta che può succedere a un ragazzo di 20 anni...", così ha detto la mamma di Paolo La Rosa davanti alla prima sezione della Corte d'Assise, presieduta da Sergio Gulotta (a latere Monica Sammartino).

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La donna ha sottolineato che "mio figlio non andava in giro ad ubriacarsi e a litigare, era un ragazzo che stava bene con tutti... Quella sera non era andato lì per aggredirlo (Mulè, ndr) perché era alto un metro e 86 e se avesse voluto lo avrebbe subito messo a terra, invece la sua intenzione non era questa e non si aspettava la reazione di Mulè". La teste ha poi spiegato di aver visto il terribile video che ha ripreso l'omicidio "e mi danno la vita, sembra solo un film e invece mio figlio non è mai più tornato a casa".

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La sorella di La Rosa era fidanzata da tempo con l'imputato e il rapporto tra i due non sarebbe stato visto favorevolmente: "Dopo l'omicidio - ha detto la madre della vittima - mia figlia mi ha raccontato che Paolo aveva cercato di allontanarla da Mulè, che aveva abbandonato la scuola dopo essere stato più volte bocciato e non lavorava... Che futuro avrebbe potuto darle? E mia figlia mi ha riferito di aver dato un ultimatum a Mulè: se non trovava un lavoro, l'avrebbe lasciato. Credo quindi che quella sera Mulè fosse prevenuto nei confronti di Paolo".

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