Un dolore lungo 31 anni, Vincenzo Agostino: "Adesso devono pagare anche i deviati dello Stato"

Il papà di Antonino Agostino, l'agente di polizia ucciso con la moglie Ida Castelluccio nel 1989, commenta le tre richieste di rinvio a giudizio arrivate oggi: "Questo processo si poteva fare subito dopo l'omicidio. Lui aveva scritto tutto, aveva visto chi erano i corrotti..."

Vincenzo Agostino

"Finalmente ho trovato la magistratura, la procura generale di Palermo che ha avuto le palle ed è andata fino in fondo, non si è lasciata fermare. Dopo 31 anni finalmente la mia innamorata (la moglie Augusta Schiera morta nel marzo dello scorso anno ndr) che ha sempre detto che non poteva morire senza avere verità e giustizia, potrà riposare in pace". Vincenzo Agostino commenta così all'Adnkronos la notizia delle tre richieste di rinvio a giudizio per il duplice omicidio del figlio, agente di polizia, Antonino Agostino e della moglie Ida Castelluccio, incinta, avvenuto a Villagrazia di Carini, in provincia di Palermo, il 5 agosto del 1989. La procura accusa i boss Antonino Madonia e Gaetano Scotto di essere gli autori materiali del delitto mentre Francesco Paolo Rizzuto, vicino di casa e amico del poliziotto, è accusato di favoreggiamento aggravato.

L'omicidio di Nino Agostino e della moglie Ida:chiesto processo per due boss

Dal giorno del delitto Vincenzo Agostino e la moglie Augusta si sono sempre battuti per la verità. Mai si sono arresi al "non sappiamo". Agostino è diventato un simbolo della lotta alla mafia e della ricerca della verità. Lui e la sua lunga barba bianca, lasciata crescere "fino a quando non avrò giustizia". E quando a  moglie è morta lui non si è arreso e ha continuato a chiedere la verità per il figlio, la nuora e il nipotino mai nato.

"Questo processo si poteva fare subito dopo l'omicidio di mio figlio - continua Vincenzo - Nel suo armadio c'era tutto, nei suoi documenti aveva scritto tutto, aveva visto chi erano i corrotti". Documenti scomparsi durante una perquisizione.

Il papà Vincenzo ha sempre ripetuto che la verità sull'assassinio di suo figlio "era dentro lo Stato". "Adesso devono pagare tutti - dice - anche gli uomini deviati dello Stato, chi ha deciso di secretare i documenti di mio figlio. Adesso mi aspetto che finalmente si vada fino in fondo e quando questo processo sarà finito mi taglierò barba e capelli, come ho promesso". 

Vincenzo Agostino vuole giustizia, capire cosa è successo e anche per questo intende incontrare Francesco Paolo Rizzuto, quell'amico di Antonino che 31 anni fa lo avrebbe tradito. "La notte prima dell'omicidio - racconta Vincenzo - erano usciti insieme a pesca. Non capisco perché lo hanno tradito. Antonino era amico di Francesco e di suo padre, voglio capire perché hanno fatto da basisti. Non li ho mai incontrati in questi anni, ma adesso penso che dovrei farlo".

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