Palermo ricorda Michele Reina, Mattarella: "Ucciso perchè simbolo dello Stato"

Il segretario provinciale della Democrazia Cristiana ed ex assessore comunale venne freddato il 9 marzo del 1979 con tre colpi di pistola in via principe di Paternò. Il capo dello Stato: "Obiettivo della mafia era colpire il tentativo di sottrarsi a condizionamenti e connivenze"

Michele Reina

Era il 9 marzo del 1979 quando la mafia uccideva Michele Reina, segretario provinciale della Democrazia Cristiana ed ex assessore comunale. Reina aveva da poco lasciato la casa di un amico, dove aveva trascorso la serata, e stava salendo in auto con la moglie e una coppia di amici in via principe di Paternò quando i sicari si sono avvicinati e hanno aperto il fuoco. Contro di lui tre colpi di calibro 38 che lo hanno colpito al collo, alla testa e al torace senza lasciargli scampo. 

L'amministrazione comunale e la famiglia di Michele Reina hanno organizzato una cerimonia commemorativa a Palazzo delle Aquile. "L'assassino di Michele Reina - ricorda il sindaco Leoluca Orlando - aprì un periodo fra i più bui della storia di Palermo, perché indicava che la mafia militare scendeva attivamente in campo per impedire ogni possibiltà di rinnovamento dei partiti e ogni tentativo di unire nelle istituzioni le forze migliori e legalitarie. Michele Reina fu ucciso perché tanti, anche nel suo partito, non potevano accettare la sua libertà e indipendenza, né il suo rifiutare la logica di connivenza tra politica e criminalità mafiosa".

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mattarella-13A ricordare il sacrificio di Reina anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: "In quel tragico 1979, segnato da una lunghissima scia di delitti mafiosi, cosa nostra alzò il tiro verso obiettivi simbolici dello Stato e della società civile. Fu così che accanto a magistrati, investigatori, giornalisti, Michele Reina fu il primo uomo politico di rilievo a essere assassinato. L’obiettivo della mafia era colpire il tentativo di sottrarsi a condizionamenti e connivenze". "Oggi che gli anni drammatici e tormentati degli attacchi alle istituzioni democratiche sono lontani - sottolinea il capo dello Stato - siamo consapevoli del debito di riconoscenza e di ricordo nei confronti di persone che, come lui, hanno subito la violenza omicida a causa della fedeltà ai principi su cui si fonda la nostra Repubblica".

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