menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Michele Granato nel riquadro - Brigate Rosse, foto Ansa

Michele Granato nel riquadro - Brigate Rosse, foto Ansa

Palermitano ucciso dai terroristi nel '79, la sorella: "Arresti di oggi non cancellano il calvario"

Michele Granato, agente di polizia di Lercara Friddi, venne assassinato dalle Brigate Rosse a Roma. Adesso Santa, mentre ascolta al tg la notizia dell'arresto in Francia di 7 terroristi fra cui una delle responsabili di quel delitto, Roberta Cappelli, non riesce a parlare: "Mi tremano perfino le ossa"

Sono passati 42 anni da quando le Brigate Rosse hanno ucciso suo fratello, Michele Granato, classe 1955, agente di polizia originario di Lercara Friddi e in servizio a Roma. Era il settembre 1979. E oggi Santa, mentre ascolta al telegiornale la notizia dell'arresto in Francia di sette terroristi fra cui una delle responsabili di quell'assassinio, Roberta Cappelli, non riesce a parlare. "Sono agitatissima, mi tremano perfino le ossa - dice all'Adnkronos dalla sua casa nel paese del palermitano -. Da un lato questi arresti significano un po' di giustizia, dall'altro non riesco a non pensare che tutti quelli che erano nel gruppo che ha ucciso mio fratello, e che sono stati arrestati, sono già usciti dal carcere". Per Santa, la morte di Michele "è un dolore che si rinnova ogni giorno e niente può farlo rasserenare".

"Questi quarantanni - dice - sono stati un calvario. Ogni anno, quando si avvicina la data della morte di Michele è come una via Crucis e ogni anno abbiamo scelto di non mancare alla commemorazione a Roma perché quello che è successo non deve essere dimenticato". Di Michele, il più piccolo di sei fratelli, a casa non hanno mai smesso di parlare. "Non passa giorno in cui non ricordiamo la sua allegria, quando veniva a trovarci da Roma era sempre una festa".

E con altrettanta nitidezza Santa ricorda quando i carabinieri sono arrivati in paese per darle la notizia. "Sono venuti a casa mia - racconta - non volevano andare da mia madre. Ho visto dal balcone la strada piena di persone, mi hanno chiesto di scendere e mi hanno detto che c'era stata una sparatoria a Roma e che mio fratello era stato ferito. Ma avevamo già capito che Michele non c'era più".

Così all'Adnkronos, Luciano Marino, sindaco di Lercara Friddi: "Quando Michele Granato è stato ucciso da due terroristi delle Brigate Rosse io non ero ancora nato, ma ho conosciuto la sua storia, ho potuto apprezzare il suo valore nei racconti di chi l'ha conosciuto e per Lercara la tragedia del suo assassinio si accompagna all'orgoglio di avere fra i suoi cittadini un servitore dello Stato". A parlare con è , paese in provincia di Palermo in cui nel 1955 nacque Michele Granato, agente della polizia di Stato ucciso nel settembre 1979, a Roma, dalle Brigate Rosse. Oggi, a distanza di più di 40 anni, uno dei terroristi responsabili della sua morte, Roberta Cappelli, è stata arrestata in Francia.  

"Il fatto che anche Lercara annoveri fra i suoi morti vittime del terrorismo, ci dà la dimensione di quanto sia stata grave ed estesa questa pagina buia della storia italiana - aggiunge Marino - L'arresto di questi brigatisti, oggi, dopo così tanti anni, sembra quasi un gesto riparatore di chissà che cosa". "Riina ha fatto meno anni di latitanza - commenta il primo cittadino - E' evidente che qualcosa che prima era avvolta nel mistero, ora non è più necessario nasconderla. Gli arresti sono sempre una notizia positiva ma è chiaro che non è una vicenda limpida come acqua di fonte".

fonte: Adnkronos

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PalermoToday è in caricamento