Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Omicidio di Acqua dei Corsari, ritrovata l’arma del delitto

Scoperto tra i cespugli un coltello a serramanico lungo 7 centimetri con il quale il giovane di 17 anni fermato mercoledì avrebbe ucciso Massimo Pandolfo. Continuano le indagini: gli investigatori sono convinti che non abbia agito da solo

La vittima, Massimo Pandolfo

Altro capitolo nel giallo di Acqua dei Corsari. E' stato trovato tra i cespugli il coltello con il quale il diciassettenne fermato mercoledì avrebbe ucciso Massimo Pandolfo, l'imprenditore edile di 46 anni trovato morto ad Acqua dei Corsari il 26 aprile. Si tratta di un coltello a serramanico di 7 centimetri che la vittima teneva abitualmente in auto e che il ragazzo avrebbe poi buttato.

Il pm Geri Ferrara ha dato disposizione di usare un decespugliatore per ripulire la zona, abitualmente frequentata dalle coppiette. Il giovane, sentito oggi dalla Procura dei minori, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il ragazzo, che si prostituisce abitualmente, dopo il fermo ha confessato il delitto raccontando di non avere voluto esaudire una richiesta sessuale della vittima (GUARDA IL VIDEO). Gli investigatori, però, sono convinti che non abbia agito da solo. Ieri è stata trovata l'auto bruciata di Pandolfo.

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