Torturato, mutilato e dato alle fiamme nelle campagne di Misilmeri: confermati 2 ergastoli

Massimiliano Milazzo, 26 anni, sparì da Misilmeri a giugno 2013. Il suo cadavere carbonizzato e con le mani mozzate fu ritrovato dopo giorni. Sarebbe stato punito da Cosa nostra perché avrebbe spacciato e compiuto piccoli furti senza autorizzazione. Condannati anche in appello Pasquale Merendino e Giuseppe Correnti

La vittima, Massimiliano Milazzo, ripreso dalle telecamere di sorveglianza prima dell'omicidio

Avrebbe spacciato e pure commesso piccoli furti senza avere l'autorizzazione di Cosa nostra e per questo, Massimiliano Milazzo, 26 anni, sarebbe stato barbaramente punito: era stato prima picchiato, poi torturato e - quasi a seguire la legge del taglione - gli erano state mozzate le mani con una zappa, infine il suo corpo era stato dato alle fiamme. Il cadavere carbonizzato era stato ritrovato nelle campagne di Misilmeri a giugno del 2013. Ora la Corte d'Assise d'Appello ha confermato gli ergastoli per Pasquale Merendino e Giuseppe Correnti, accusati di omicidio aggravato dall'aver favorito Cosa nostra.

Ad incastrare gli imputati, arrestati a giugno del 2015, sono soprattutto le immagini riprese da alcune telecamere di sorveglianza, passate al setaccio dai carabinieri della compagnia di Misilmeri, coordinati all'epoca dall'attuale procuratore aggiunto Sergio Demontis e dal sostituto Francesco Gualtieri. Milazzo, quel giorno d'estate, il 26 giugno del 2013, era stato infatti immortalato davanti ad un bar del paese mentre parlava proprio con Merendino. I due si sarebbero poi allontanati insieme. Un'altra telecamera, piazzata su una strada nelle campagne di Misilmeri, avrebbe ripreso successivamente una macchina con a bordo i due e poi un'altra, guidata da Correnti. Al ritorno, secondo la ricostruzione dell'accusa, le due auto sarebbero ripassate ma senza la vittima.

Per la Procura, Milazzo era stato attirato in un tranello perché avrebbe dato fastidio soprattutto nel quartiere San Giuseppe, a Misilmeri. Sarebbe stato anche avvertito, invitato a non creare problemi nella zona. Ma sarebbe tornato a spacciare e rubare, finché sarebbe arrivata la condanna a morte.

In primo grado gli imputati erano stati condannati anche a risarcire i parenti della vittima ed erano state concesse provvisionali per.... I famigliari sono parte civile con l'assistenza, tra gli altri, degli avvocati Ettore Barcellona, Francesco Cutraro, Valerio La Barbera, Fabio Vanella, Mariangela Spadafora e Alfonse Sorge.

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