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Benzinaio ucciso a piazza Lolli, Di Fiore condannato a 30 anni

L'ex imprenditore edile uccise Nicola Lombardo dopo una lite per un pieno "ritenuto troppo caro". Reo confesso, agli inquirenti disse: "Sono distrutto, non sapevo avesse due figli". Il pm Ennio Petrigni aveva chiesto l'ergastolo con l'aggravante dei futili motivi

Nessuna pietà, nonostante il suo pentimento. Il gup del Tribunale ha condannato - con il rito abbreviato - a trent'anni di carcere Mario Di Fiore, l'uomo che nel giugno del 2015 a piazza Lolli uccise a colpi di pistola il benzinaio Nicola Lombardo, perché riteneva che il pieno di benzina fosse stato "troppo caro".

Il pm Ennio Petrigni aveva chiesto per l'imputato l'ergastolo con l'aggravante dei futili motivi. Il reo confesso (ex imprenditore edile di 61 anni), difeso dell’avvocato Giuseppe Avarello, litigò con il dipendente del distributore e - come ricostruito dagli investigatori - lo ferì mortalmente alle spalle mentre si allontanava con una pistola detenuta illegalmente. “Sono distrutto, non sapevo che avesse due figli”, disse agli inquirenti Di Fiore all'indomani del fatto. Un pentimento che non gli ha evitato la condana a 30 anni.

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