L'omicidio di Maria Licari resterà un mistero per sempre: morto il marito imputato

Giovanni Baiada è stato stroncato da un infarto. Era stato arrestato il 16 luglio 2016 a Villagrazia di Carini con l’accusa di avere ucciso la moglie a bastonate. Salvo clamorosi sviluppi il caso si concluderà senza un colpevole

I carabinieri davanti all'abitazione dei coniugi Baiada-Licari

L'omicidio di Maria Licari resterà un mistero per sempre. Il marito, Giovanni Baiada, arrestato il 16 luglio 2016 fa con l’accusa di uxoricidio, è morto  per un arresto cardiocircolatorio. La vicenda della settantenne trovata morta nella sua abitazione a Villagrazia di Carini  è dunque chiusa. Reato dichiarato estinto. Salvo clamorosi sviluppi il caso si concluderà senza un colpevole.

Giovanni Baiada, agricoltore, aveva 83 anni. Nell’ultimo periodo le sue condizioni fisiche erano peggiorate. L'uomo era agli arresti domiciliari in una residenza sanitaria assistita. Nel corso del dibattimento il suo avvocato aveva chiesto una perizia per valutare se il suo assistito fosse o meno in grado di affrontare il processo. Baiada doveva rispondere di omicidio volontario e maltrattamenti in famiglia e finora tutti gli indizi avevano portato a ipotizzare la sua responsabilità.

L'agricoltore era stato fermato la notte stessa dell'omicidio dai carabinieri, con l'accusa di aver ucciso la moglie, Maria Licari, dopo averla colpita in testa al culmine dell’ennesima lite. I carabinieri scavarono subito nel passato della coppia, scoprendo i rapporti non sempre sereni intercorsi tra i due, protagonisti di frequenti e accese discussioni. "Sembrerebbe che in altre occasioni la donna abbia subito la violenza del marito, pur decidendo di non denunciarlo mai", dissero subito gli investigatori.

Maria Licari era stata seviziata. Dall'autopsia è poi emerso che la vittima sarebbe stata colpita con un bastone alla testa, che avrebbe provocato fatture anche al torace. L'assassino avrebbe preso a calci la vittima, torcendole anche gli avambracci fino a provocare la frattura delle ossa. Poche anche le tracce di sangue riscontrate con l'uso del luminol, come se l'omicida avesse ripulito la scena del delitto. La donna era morta dopo ore di agonia, e fu trovata stesa sul pavimento. Sin da subito la versione di Baiada non convinse i carabinieri che decisero di far scattare il fermo a poche ore dal delitto e l'uomo fu portato al Pagliarelli.

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