Cronaca Zen

Omicidio Naro, revocata la licenza al "Goa": emerse "carenze nella gestione della sicurezza"

Il provvedimento è stato firmato dal questore a carico del gestore e dei titolari del locale dove la notte di San Valentino è stato ucciso Aldo Naro. Avrebbero incaricato, quale responsabile, "una persona non in possesso dei requisiti soggettivi per l'iscrizione all'albo prefettizio dei buttafuori". Autorizzazione sospesa per venti giorni anche per la discoteca dietro la Cattedrale

Aldo Naro

Saracinesche abbassate e licenza revocata. E' la decisione presa dal questore nei confronti del gestore e del titolare della discoteca "Go", allo Zen, dove la notte di San Valentino ha perso la vita Aldo Naro. Il giovane medico è rimasto coinvolto in una rissa scoppiata per futili motivi nel locale e un calcio ricevuto mentre era per terra gli è stato fatale.

Leggi anche: Omicidio Naro, la confessione di un minorenne

"Sarebbero emersi a carico del titolare e dei gestori del Goa - si legge in una nota della questura - rilevanti responsabilità in ordine  alla gestione del servizio di sicurezza del locale. Si sarebbe riscontrato, infatti, che i gestori, in quella come in altre occasioni, avrebbero incaricato, quale responsabile della sicurezza, una persona non in possesso dei requisiti soggettivi per l’iscrizione all’albo prefettizio dei buttafuori, il quale, a sua volta si sarebbe avvalso, oltre che di personale regolarmente iscritto all’albo e dipendente di un’agenzia autorizzata, anche di giovani, privi di qualsivoglia autorizzazione, del quartiere Zen, nel cui territorio è ubicata la discoteca. Si sarebbe, altresì, accertato che i giovani dello Zen, reclutati per quella sera da tale 'responsabile', sarebbero riconducibili ad una famiglia mafiosa. Il buttafuori abusivo, nei confronti del quale pende l’accusa del grave delitto, è inoltre, un minorenne, che anche in considerazione della sua età non avrebbe potuto essere, per tale ulteriore motivo, impiegato nelle citate attività".

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Ai gestori sono però contestate anche altre tipologie di abusi nella conduzione dell’attività, quali ad esempio "il mancato rispetto dell’orario di chiusura della discoteca, il ritardato invio al prefetto della comunicazione preventiva relativa all’impiego degli addetti alla sicurezza ed il numero inadeguato di questi ultimi, impiegati per quella serata (la festa di S. Valentino concomitante con il carnevale) in cui era prevedibile un considerevole afflusso di giovani".polizia_goa-2

Da quanto emerge dalle indagini, sembrerebbe che "i gestori della citata discoteca, avrebbero non poche responsabilità in relazione alle gravi carenze nell’ambito della sicurezza del locale: questi ultimi, infatti, come detto, si sarebbero avvalsi di personale, non solo non autorizzato, ma che comunque non sarebbe stato impiegabile per la mancanza di requisiti (quali ad esempio la mancanza della maggiore età o il contesto socio familiare di appartenenza)".

Licenza sospesa invece per 20 giorni per la discoteca "Time Less", alle spalle della Cattedrale, dove la scorsa settimana è avvenuta una violenta rissa. "Analoghi episodi - spiegano dalla questura - si erano verificati già nel recente passato, vedendo coinvolti i residenti dello stabile, il titolare ed i suoi collaboratori. In particolare, i condomini dell’immobile avrebbero lamentato abusi nella conduzione dell’attività quali, ad esempio, la protrazione dell’orario di apertura dell’esercizio pubblico e la musica a volume sostenuto".

Negli ultimi giorni, il personale della squadra amministrativa della divisione della polizia amministrativa e sociale ha effettuato un controllo al locale, rilevando numerose irregolarità quali "l’uscita di sicurezza bloccata ed assicurata, in violazione alle prescrizioni contenute in licenza (che impongono il mantenimento di detta uscita apribile dall’interno a semplice spinta). Per tale inadempienza il titolare è stato segnalato alla competente autorità giudiziaria". I fatti registrati dai poliziotti hanno comportato "un'esposizione a rischi per l’incolumità degli avventori frequentatori del locale, non solo perché in situazione di pericolo gli stessi non avrebbero avuto la possibilità di fruire di una idonea via di fuga, ma anche perché gli avventori avrebbero potuto, loro malgrado, rimanere coinvolti in episodi di violenza simili a quelli che si sono verificati nell’atrio  che il citato stabile condivide con il locale in argomento".

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