La figlia dell'avvocato Fragalà: "Chi ha assassinato mio padre merita l'ergastolo"

La reazione di Marzia Fragalà, penalista come il genitore, dopo la sentenza: "La mia è una cultura garantista, ma mi lascia l'amaro pensare che secondo i giudici questo delitto sia stato compiuto senza crudeltà, visto che è stato massacrato un uomo inerme e senza lasciargli scampo"

Marzia Fragalà insieme al padre Enzo

“Sulla matrice mafiosa dell’omicidio di mio padre non abbiamo mai avuto alcun dubbio, ciò che obiettivamente mi lascia l’amaro e che non capisco è come, di fronte ad un delitto del genere, non sia stato dato l’ergastolo. La mia è una cultura garantista, ma davvero non comprendo come possa cadere l’aggravante della crudeltà per un commando di mafiosi che massacra un uomo inerme senza lasciargli scampo”. Sono le parole di Marzia Fragalà, figlia del penalista assassinato dieci anni fa, subito dopo la sentenza emessa dalla Corte d’Assise.

Omicidio Fragalà, quattro assoluzioni e due condanne

Un percorso lunghissimo per la famiglia della vittima. Marzia Fragalà giurò peraltro come avvocato, con la toga del padre, proprio pochi giorni dopo la sua morte e da allora si è sempre battuta perché si arrivasse alla verità: “Ho il dovere, l’obbligo morale rispetto a mio padre e alla mia famiglia – afferma – di lottare perché si arrivi alla verità, perché ci sia giustizia. I colpevoli devono pagare per ciò che hanno fatto. E non mi arrenderò”.

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Una cosa è certa: l’iter giudiziario non è affatto concluso e molti aspetti dell’omicidio devono ancora essere chiariti. “Aspettiamo le motivazioni – dice Marzia Fragalà – per capire quale sia la ricostruzione dei giudici”. Giudici che hanno creduto in buona parte alla versione di uno degli imputati, Antonino Siragusa, che ha un certo punto ha deciso di pentirsi, senza mai convincere però la Procura. E neanche la parte civile: “Ha fornito tante versioni diverse – sostiene ancora la figlia del penalista ucciso – arrivando anche a ricostruzioni davvero poco credibili che, messo alle strette, ha rivisto. Ha dato sempre l’impressione di cercare soprattutto degli sconti di pena. Noi invece vogliamo la verità”.

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