Omicidio Fragalà, nuovo pentito accusa il boss e ammette: "Ho paura per la mia incolumità"

Il collaboratore di giustizia Francesco Paolo Lo Iacono ha raccontato altri particolari sull'aggressione al penalista e sarà ascoltato dalla corte d'Assise. Ai magistrati ha detto: "Collaboro per dare un'occasione alla mia vita e alla mia famiglia"

I carabinieri sul luogo dell'agguato - foto Ansa

Sarà ascoltato dalla corte d'Assise, nell'ambito del processo per l'omicidio dell'avvocato Enzo Fragalà, il collaboratore di giustizia, Francesco Paolo Lo Iacono. Lo ha deciso il presidente della Corte, Sergio Gulotta. Il pentito ha raccontato altri particolari sull'aggressione ai danni del penalista avvenuta nel febbraio del 2010 proprio sotto il suo studio a pochi passi dal tribunale.

Gli imputati del processo sono Antonino Abbate, Francesco Castronovo e Paolo Cocco, Antonino Siragusa e Salvatore Ingrassia, oltre a Francesco Arcuri.

Lo Iacono aveva deciso di non parlare più con gli inquirenti ma poi ha cambiato idea e ha indicato ai magistrati, come presunto mandante dell'omicidio, Gregorio Di Giovanni, considerato il capomafia di Porta Nuova. "Ho paura per la mia incolumità", ha detto ai magistrati in un colloquio dello scorso 4 ottobre. "Ho cambiato idea - ha poi spiegato Lo Iacono - perché capisco che una normale collaborare con la giustizia e dare anche un'occasione migliore, diciamo, per la mia vita e la vita della mia famiglia e di poterne uscire da questa vita, che non ritengo che sia... che mi appartiene e dare una mano alla giustizia".

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"Quando lavoravo da Bobbuccio, diciamo nel 2010 - ha raccontato Lo Iacono parlando del delitto - mi chiama Bobbuccio, cioè Salvo Battaglia, e mi dice di portare dei caffè in via San Gregorio 3. È una traversa dentro al mercato del Capo. Io lavoravo al bar; quella sera mi apriva Salvo e sentivo parlare e di dare una lezione al loro avvocato. Ho visto Gregorio Di Giovanni insieme ad Ingrassia. Lo diceva Gregorio Di Giovanni di dare una lezione e c'erano altre persone, ma io non vedevo. Ho sentito che si parlava di dare una lezione all'avvocato - ha detto ancora -  mentre stavo uscendo ho sentito fare il nome dell'avvocato Fragalà". Poi, parlando degli imputati del processo, ha aggiunto: "Quando sono arrivato a Velletri ho incontrato Siracusa (Siragusa ndr) che già conoscevo da quando sua moglie lavorava ai Bingo al Politeama. Circa 10 giorni fa ho Sentito Siracusa che parlava con Sebastiano Pagano in vista di un interrogatorio con la dottoressa Luise (della Dda di Palermo ndr). Si lamentava di Chiarello che aveva fatto il nome di Cocco e Castronovo mentre si erano accordati per non fare questi nomi".

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