Duplice omicidio di Falsomiele, assolta l'unica imputata: "Non ha commesso il fatto"

Adele Velardo era accusata di aver ucciso Vincenzo Bontà e Giuseppe Vela a marzo 2016. Venne arrestata insieme al marito Carlo Gregoli, morto suicida in carcere. Per lei la Procura aveva chiesto l'ergastolo

Adele Velardo

Adele Velardo assolta per "non aver commesso il fatto". Torna in libertà la donna imputata per il duplice omicidio avvenuto a Falsomiele il 3 marzo 2015 in cui furono uccisi con diversi colpi di pistola Vincenzo Bontà e Giuseppe Vela. Dell'omicidio era imputato anche il marito Carlo Gregoli, morto suicida in carcere qualche mese dopo l'arresto. La Corte d'assise del tribunale di Palermo, presieduta da Alfredo Montalto, ha deciso di scagionarla nonostante la Procura avesse chiesto per lei l'ergastolo.

Al fascicolo era allegata una perizia chiesta dal pubblico ministero Claudio Camilleri secondo cui c'era compatibilità fra le tracce di sudore trovate su uno dei bossoli rinvenuti sull’asfalto e il profilo genetico di Gregoli. Di diverso avviso il perito a cui si sono rivolti i legali della difesa, gli avvocati Paolo Grillo e Marco Clementi, che muoveva dalla critica ai metodi di accertamento che - a dire dello specialista - non avrebbero potuto condurre ai risultati raggiunti dagli investigatori. Il movente del duplice omicidio e le identità degli assassini restano quindi ancora avvolti dal mistero. 

Il fatto

L'omicidio di Vela e Bontà è stato solo in un primo momento considerato di matrice mafiosa, ma gli inquirenti hanno presto abbandonato questa pista e sono arrivati sulle tracce della coppia: lui geometra al Comune e lei casalinga. Determinanti le immagini di alcune videocamere e le rivelazioni di un testimone oculare. I due coniugi abitano a pochi metri dal tratto di via Falsomiele dove, in pieno giorno, è avvenuto il duplice omicidio. Una telecamera di sorveglianza piazzata davanti al cancello di una villa avrebbe ripreso l'auto della coppia: nel filmato non si vedrebbe l'agguato, ma il passaggio della Fiat 500 di Bontà e poi del Suv Toyota con a bordo la coppia. Qualche minuto dopo, la Toyota torna indietro.

Gregoli e la moglie erano stati fermati la notte dopo l'omicidio al termine di un lunghissimo interrogatorio (VIDEO), ma sin dall'inizio la donna ha respinto ogni accusa sostenendo con forza la sua innocenza. Contro Gregoli però anche l'esame del dna: le tracce trovate su uno dei bossoli sono infatti risultate compatibili con il suo codice genetico. 

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