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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Cronaca

L'intervento della polizia, le chat segrete e la lite fatale: tutti i retroscena del delitto di Cruillas

Nell'interrogatorio Salvatore Baglione, che ha confessato di aver ucciso la moglie, Piera Napoli, dice che due settimane fa era stato chiamato il 112: "Lei non voleva farmi entrare a casa, ho dormito in macchina". Nessun maltrattamento precedente all'omicidio quindi. L'indagato parla di un amante, ma esiste davvero?

Due settimane fa l'intervento della polizia in via Vanvitelli a Cruillas, non per denunciare maltrattamenti e violenze, ma perché Piera Napoli, la donna massacrata a coltellate domenica mattina, non avrebbe voluto far rientrare a casa suo marito, Salvatore Baglione, fermato per l'omicidio. E, come emerge dall'interrogatorio dell'uomo, a far scoppiare l'ultima lite tra i due sarebbero stati alcuni messaggi scambiati la sera precedente dalla vittima con il suo presunto amante. Ma questo "rivale" esiste davvero? Nessuno ha chiesto all'indagato chi fosse, anche se lui ha raccontato di averlo anche rintracciato, intimandogli di interrompere la relazione con la moglie. In queste ore i carabinieri stanno compiendo degli accertamenti, anche sui tabulati telefonici della donna, per trovare dei riscontri alla confessione del suo assassino.

Un altro aspetto importante dell'inchiesta è capire concretamente dove fossero i tre figli minorenni della coppia al momento dell'omicidio: Baglione nega la loro presenza, ma se invece avessero assistito alla scena o sentito qualcosa, la sua posizione potrebbe ulteriormente complicarsi. La contestazione provvisoria della Procura - in attesa che il fermo venga convalidato dal gip, l'udienza si terrà probabilmente domani - è quella di omicidio aggravato dalla crudeltà (visto che sarebbero state sferrate almeno dieci coltellate) e dai futili motivi (Baglione ha confessato di aver agito "per gelosia").

Piera Napoli da cantante neomelodica, come impone anche il genere, ha prestato spesso la sua bella voce a storie d'amore complicate, al tormento dell'amante di uomo sposato, ma anche alle reticenze della giovane single corteggiata da un ragazzo già impegnato. Un suo brano è poi dedicato all'amore di una figlia verso il padre carcerato. Ed è con schiettezza che domenica mattina avrebbe detto a suo marito di "non volerlo più", di essere "innamorata dell'altro". Almeno questo ha riferito Baglione agli investigatori.

L'intervento della polizia: "Non voleva farmi entrare a casa"

L'indagato si è presentato dai carabinieri della stazione Uditore poco prima delle 13 e ha detto al militare di turno di aver ammazzato sua moglie intorno alle 9.30. Alle 16.30, alla presenza del suo avvocato, Daniele Lo Piparo, è stato interrogato dal magistrato di turno, Federica Paiola. La vittima non aveva mai denunciato il marito e l'unico intervento in via Vanvitelli che risulta prima di quello drammatico che ha portato al ritrovamento del suo cadavere, risale alla fine di gennaio. E' lo stesso Baglione a parlarne al pm e a spiegare perché era stata chiamata in quell'occasione la polizia: "Siamo sposati dal 2006 - ha messo a verbale - e abbiamo tre figli, il più grande ha 14 anni e due gemelli di 11. Litigavo con mia moglie da circa 4 mesi. Circa due settimane fa c'è stato anche un intervento della polizia in quanto mia moglie non mi voleva fa entrare in casa e, in quella circostanza, me ne sono andato da casa dormendo tre giorni in macchina".

In quei giorni è probabile che Piera Napoli avesse maturato l'idea di non volere più stare con il marito. Lui dice perché c'era un altro, ma il rapporto tra i due forse era già in crisi da qualche tempo e l'eventuale nuova frequentazione della moglie sarebbe stata più una conseguenza e non una causa delle difficoltà all'interno della coppia.

"Avevo rintracciato l'altro per dirgli di lasciare in pace mia moglie"

Baglione ha spiegato cosa sarebbe successo dopo l'intervento della polizia e anche la mattina dell'omicidio: "Dopo qualche giorno sono rientrato a casa, ma le discussioni continuavano sempre poiché mia moglie mi tradiva con un altro, che ho anche avuto modo di contattare per chiedergli di interrompere la relazione con mia moglie. Questa mattina mentre ci trovavamo entrambi in cucina abbiamo avuto l'ennesima discussione in quanto io le avevo chiesto di lasciare il suo amante e di ritornare da me al fine di ricomporre la famiglia".

"Lei mi ha detto di non volermi più e ho preso il coltello"

Una richiesta inutile: "Lei mi ha detto di non volermi perché amava il suo amante ed è andata in bagno. A questo punto - confessa l'indagato - sentendomi dire quelle parole, in preda ad un raptus, ho preso un grosso coltello, che avevo preso a lavoro tempo fa e custodito in un pensile della cucina, mi sono recato in bagno e ho accoltellato mia moglie in diverse parti del corpo, mentre era seduta sul water. Dopo aver compiuto tale azione, ho coperto il cadavere con una coperta in quanto non riuscivo a vederla in quelle condizioni, mi sono preparato la valigia, mi sono recato in auto sotto casa di mia madre e poi sono venuto a piedi qui in caserma, lasciando lì la macchina. Ho messo il coltello sul soppalco dentro il ripostiglio della mia abitazione".

"Mi diceva che dormiva e invece parlava con lui..."

L'uomo racconta anche cosa avrebbe scatenato l'ultima fatale discussione tra i due: "Ieri sera (sabato, ndr) ho sopreso mia moglie intenta a mandare dei messaggi col cellulare anche se mi ha detto che stava dormendo. Stamattina (domenica, ndr) quando ci siamo alzati abbiamo iniziato a discutere, io le ho chiesto se ieri sera stava messaggiando con il suo amante e lei mi ha detto di sì e mi ha preso a cattive parole e mi ha detto che era innamorata di lui. Poi è successo quello che ho già detto". Effettivamente dagli ultimi post pubblicati dalla vittima sul suo profilo emerge che è stata su Facebook fino a quasi le 2 di notte, condividendo una lunga serie di meme ironici.

"I miei figli non hanno visto e sentito nulla"

Il pm ha poi chiesto a Baglione dove fossero i suoi figli al momento dell'omicidio: "Uno dei gemelli - ha risposto l'indagato - era da mia madre già da qualche giorno. L'altro era fuori che giocava nel cortile con alcuni amichetti, il grande invece dormiva nel suo letto. Quando io e Piera ci siamo alzati, il gemello era già fuori a giocare e io e Piera abbiamo avuto la discussione di cui ho detto prima in cucina. Dopo che l'ho uccisa l'ho coperta perché non volevo che i miei figli la vedessero e ho chiuso anche la porta del bagno, poi sono andato nella camera da letto e ho svegliato mio figlio. Dormiva nella camera da letto matrimoniale con la madre, mentre io dormivo nella camera dei ragazzi con uno dei gemelli. Quando ho svegliato il più grande, l'ho fatto vestire per portarlo dalla nonna, lui mi ha chiesto dove fosse la mamma e io gli ho detto che era uscita. Sono sicuro che non si sia accorto di nulla perché dormiva profondamente". Poi precisa: "Prima ho portato il più grande da mia mamma poi sono tornato indietro a riprendere il gemello e ho portato anche lui dai miei genitori perché inizialmente non lo avevo trovato, in quanto stava giocando con i suoi amici".

"Non ho chiamato il 118 perché non capivo più niente"

Aggiunge che "non ho detto ai miei famigliari ciò che avevo fatto prima, c'erano i bambini e non avrei mai detto niente davanti a loro", anche se accoltellando la moglie non si è posto però il problema che i figli sarebbero rimasti senza la madre. Baglione ha poi spiegato cosa avrebbe fatto subito dopo l'omicidio, mostrando una lucidità che mal si concilia con quello che lui ha definito "un raptus": "Non ho chiamato il 118 subito dopo l'accoltellamento perché non capivo più niente e avevo la testa solo a portare via i miei figli e a non fargli vedere più niente. Appena finito di accoltellarla ho visto che lei non si muoveva ed era per terra, quindi sono uscito dal bagno passando dalla cucina e sono uscito nel locale lavanderia, che è una veranda esterna di pertinenza dell'abitazione, per pulirmi. Mia moglie era riversa sul pavimento, tra il water e la finestra del bagno. Anzi, prima di andare nel locale lavanderia ho messo il coltello sul soppalco del camerino, non so perché l'ho messo là sopra mi è venuto di fare così. Sono uscito nel locale lavanderia, mi sono sciacquato le mani e mi sono tolto il maglione grigio che avevo addosso poiché era sporco di sangue e l'ho lasciato nella lavanderia. La chiave per accere al locale la teniamo in uno stipetto in cucina ma non ricorso se ho richiuso il cancelletto di accesso e risposto la chiave, neanche dopo che mi si dice che al momento del sopralluogo risultava richiuso a chiave. Nella lavanderia c'è anche il nostro cane".
 

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