Sedicenne fermato per l'omicidio del clochard: in casa sua oggetti di Aldo

Dopo averlo ascoltato tutta la notte, i militari della compagnia di piazza Verdi hanno eseguito un decreto di fermo. Il giovane adesso si trova nel centro di prima accoglienza del carcere Malaspina. Ad incastrarlo le immagini riprese dalla telecamere

Il sedicenne romeno fermato nella tarda mattinata di ieri dai carabinieri potrebbe essere l'autore dell'omicidio di Aid "Aldo" Abdellah, il clochard ucciso sotto i portici in piazzale Ungheria lo scorso 17 dicembre. Dopo averlo ascoltato tutta la notte, i militari della compagnia di piazza Verdi hanno eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla procura dei minorenni. Il giovane è stato rintracciato grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza. I carabinieri hanno perquisito la sua casa e all'interno avrebbero trovato e sequestrato alcuni oggetti riconducibili alla vittima.

"Le indagini - spiegano dal comando - hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza nei confronti del citato minorenne, accompagnato presso il centro di prima accoglienza del carcere Malaspina".

Le telecamere lo avrebbero inquadrato mentre cammina nei pressi del portico, vicino a dove il senzatetto era solito stare. In più pare che un uomo - un serbo senza fissa dimora - sia stato ascoltato come testimone dai carabinieri. Una testimonianza rivelatasi poi decisiva. Intanto l'autopsia eseguita dall'Istituto di medicina legale ha rilevato ferite anche al volto.

"Aldo", di origine francese, condivideva il giaciglio con il suo inseparabile gatto Helios. E' stato trovato morto con una ferita alla testa. I commercianti della zona che lo conoscevano lo descrivono come un uomo mite, che non faceva male a nessuno. Il giorno dopo la sua morte in tanti hanno voluto ricordarlo lasciando un fiore o una lettera sotto i portici.

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