L'omicidio del clochard in piazzale Ungheria, convalidato il fermo del sedicenne

Il giovane è stato portato al Malaspina. E' padre di una bambina di tre mesi per la quale il tribunale ha disposto l'allontanamento dalla famiglia e l'inserimento in una struttura. Mercoledì aveva confessato di avere ucciso Aid "Aldo" Abdellah: "Ho preso i soldi e sono andato via"

L'omicidio del clochard: carabinieri in piazzale Ungheria

Dopo un lungo interrogatorio era crollato, confessando di avere ucciso Aid "Aldo" Abdellah, il clochard trovato morto lunedì sotto i portici di piazzale Ungheria. Adesso, a distanza di 5 giorni dalla feroce aggressione (avvenuta domenica notte) è stato convalidato il fermo per omicidio del rom sedicenne. Il giovane nelle scorse ore ha ammesso di avere ammazzato "Aldo" per 25 euro. "L'ho colpito con una spranga, ho preso i soldi e sono andato via", avrebbe detto il ragazzino ai carabinieri e al pm dei minori Paoletta Caltabellotta.

Adesso il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Palermo ha deciso la custodia cautelare nell’istituto per i minorenni Malaspina. Il sedicenne è padre di una bambina di tre mesi per la quale il tribunale ha disposto l'allontanamento dalla famiglia e l'inserimento in una struttura.

Il giovane era stato rintracciato grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza. I carabinieri avevano perquisito la sua casa e all'interno avevano poi trovato e sequestrato alcuni oggetti riconducibili alla vittima. Quando è stato fermato il sedicenne, che abita a Ballarò con la sua famiglia, indossava gli stessi abiti e le stesse scarpe della notte dell'omicidio. "Le indagini - hanno spiegato i carabinieri - hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza nei confronti del ragazzo".

Le telecamere lo avrebbero inquadrato mentre cammina nei pressi del portico, vicino a dove il senzatetto era solito stare. In più pare che un uomo - un serbo senza fissa dimora - sia stato ascoltato come testimone dai carabinieri. Una testimonianza rivelatasi poi decisiva. 

"Aldo", di origine francese, condivideva il giaciglio con il suo inseparabile gatto Helios. E' stato trovato morto con una ferita alla testa. I commercianti della zona che lo conoscevano lo descrivono come un uomo mite, che non faceva male a nessuno. Il giorno dopo la sua morte in tanti hanno voluto ricordarlo lasciando un fiore o una lettera sotto i portici. Aldo in passato aveva confessato ai tanti commercianti o passanti che spesso si fermavano a parlare con lui di temere le incursioni di bande di ragazzini rom.

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