"L'ho colpito con una spranga per 25 euro", il sedicenne confessa l'omicidio del clochard

Il giovane ha ricostruito davanti ai carabinieri e al pm i frangenti della notte in cui è stato ucciso Aid "Aldo" Abdellah: "Ho preso i soldi e sono andato via". Quando è stato fermato aveva gli stessi vestiti e le stesse scarpe

"L'ho colpito per rubargli i soldi". Ha confessato il sedicenne romeno fermato ieri dai carabinieri per l'omicidio di Aid "Aldo" Abdellah, il clochard trovato morto lunedì sotto i portici di piazzale Ungheria. Interrogato fino a tarda sera dai carabinieri della compagnia di Piazza Verdi, che lo avevano fermato per "gravi indizi di colpevolezza", ha ammesso le proprie responsabilità. "L'ho colpito con una spranga, ho preso 25 euro e sono andato via", avrebbe detto ai militari e al pm dei minori Paoletta Caltabellotta.

Il sedicenne romeno è stato fermato nella tarda mattinata di ieri dai carabinieri. Per lui è scattato un decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla procura dei minorenni. Il giovane è stato rintracciato grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza. I carabinieri hanno perquisito la sua casa e all'interno avrebbero trovato e sequestrato alcuni oggetti riconducibili alla vittima. Quando è stato fermato il sedicenne, che abita a Ballarò con la sua famiglia, indossava gli stessi abiti e le stesse scarpe della notte dell'omicidio. La procura gli contesta l'omicidio e non l'omicidio preterintenzionale.  "Le indagini - spiegano dal comando - hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza nei confronti del citato minorenne, accompagnato presso il centro di prima accoglienza del carcere Malaspina".

Le telecamere lo avrebbero inquadrato mentre cammina nei pressi del portico, vicino a dove il senzatetto era solito stare. In più pare che un uomo - un serbo senza fissa dimora - sia stato ascoltato come testimone dai carabinieri. Una testimonianza rivelatasi poi decisiva. Intanto l'autopsia eseguita dall'Istituto di medicina legale ha rilevato ferite anche al volto. 

"Aldo", di origine francese, condivideva il giaciglio con il suo inseparabile gatto Helios. E' stato trovato morto con una ferita alla testa. I commercianti della zona che lo conoscevano lo descrivono come un uomo mite, che non faceva male a nessuno. Il giorno dopo la sua morte in tanti hanno voluto ricordarlo lasciando un fiore o una lettera sotto i portici. Aldo in passato aveva confessato ai tanti commercianti o passanti che spesso si fermavano a parlare con lui di temere le incursioni di bande di ragazzini rom.

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