Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca Termini Imerese

"Ha ucciso il marito col cianuro", lascia il carcere e va ai domiciliari: la rabbia dei parenti della vittima

Il caso di Loredana Graziano, a cui solo pochi giorni fa è stata confermata la condanna a 30 anni per l'omicidio di Sebastiano Rosella Musico, avvenuto a Termini Imerese nel 2019. Per il tribunale del Riesame può tornare a casa perché deve accudire il figlio che ha avuto dopo essere stata arrestata. I fratelli del piazzaiolo: "Un'ingiustizia terribile"

Sulle spalle ha una condanna a 30 anni di reclusione confermata in appello solo pochi giorni fa per aver ucciso - avvelenandolo col cianuro - il marito. Eppure Loredana Graziano in queste ore ha lasciato il carcere e si trova adesso ai  domiciliari nella sua casa di Termini Imerese. Con i genitori, i nonni, il compagno e il figlio che ha avuto proprio pochi mesi dopo essere stata arrestata proprio per l'omicidio di Sebastiano Rosella Musico.

Mentre la Corte d'Assise d'Appello, emettendo il verdetto di secondo grado, sollecitata dai difensori della donna, gli avvocati Vincenzo Lo Re e Giuseppe Di Maio, aveva deciso di confermare il carcere per l'imputata, ritenendola pericolosa, pochi giorni dopo è arrivato un responso diverso dal tribunale del Riesame. Questi ultimi giudici, però, si sono espressi su un ricorso fatto l'anno scorso, arrivato al suo quarto (e non definitivo) grado di giudizio, che in prima battuta era stato bocciato e che poi aveva invece portato ad annullamento con rinvio da parte della Cassazione. Trattandosi di custodia cautelare, prevale la decisione del Riesame, seppur non pienamente attuale. Il tribunale, accogliendo le tesi degli avvocati di Graziano, ha ritenuto infatti che la donna non sia pericolosa per il bambino che, anzi, ha bisogno della madre (e anche del padre) per poter crescere serenamente.

Tradimenti e bugie: "L'ha avvelenato e poi è uscita"

Una decisione che non può certo far piacere ai parenti del pizzaiolo ucciso a gennaio del 2019: "Non c'è rispetto del nostro dolore. Ci sentiamo traditi da una decisione che riapre una ferita dolorosissima. L'imputata aveva già avuto la possibilità di andare a vivere con suo figlio vicino ad Avellino, ma incredibilmente ha rifiutato questa scomoda alternativa perché lontana da casa. Ora le viene accordato il capriccio di tornare ai domiciliari per vivere comodamente dopo il gravissimo delitto che ha consumato. E' una grandissima ingiustizia", affermano infatti Domenico Rosella Musico e Maria Concetta Rosella Musico, fratello e sorella della vittima. Proprio stamattina gli avvocati Salvatore Sansone e Provvidenza Di Lisi, che assistono la famiglia, hanno formalmente chiesto alla Procura generale di impugnare la decisione del Riesame, ritenendola "dopo la conferma della sentenza in appello, inattuale e superata".

"Ha ammazzato il marito", ma è incinta: sì ai domiciliari

Loredana Graziano, che secondo l'accusa avrebbe prima tentato di sbarazzarsi del marito (perché l'avrebbe costretta ad una vita monotona e grigia, non riuscendo neppure a darle un figlio e ad appagare il suo desiderio di maternità) somministrandogli un anticoagulante, poi, vedendo che il farmaco non dava l'esito auspicato, sarebbe passata al cianuro.

La morte di Rosella Musico fu inizialmente archiviata come un decesso avvenuto per cause naturali, finché un ex amante dell'imputata non aveva rivelato alla Procura di Termini Imerese che sarebbe stata la donna a confessargli di aver avvelenato ed ucciso il marito. L'autopisa confermò la presenza di cianuro e, trattandosi di un veleno con effetto immediato, i sospetti si concentrarono proprio su Graziano: fu l'ultima a vedere il pizzaiolo vivo e raccontò persino che, mentre usciva da casa quel giorno, aveva sentito il suo tonfo.
 

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