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Cronaca Brancaccio

L'uomo ucciso a Brancaccio con tre colpi di pistola, l'indagato rinuncia al Riesame e resta in cella

La scelta di Alessandro Sammarco, 19 anni, che ha confessato di aver aperto il fuoco contro Natale Caravello, il 10 marzo scorso in via Pasquale Matera

Rinuncia al Riesame e resta quindi in carcere, Alessandro Sammarco, 19 anni, finito in cella con l'accusa di aver ucciso con tre colpi di pistola Natale Caravello, 46 anni, in via Pasquale Matera, a Brancaccio, lo scorso 10 marzo. 

Il giovane aveva confessato il delitto, spiegando - con l'assistenza dell'avvocato Corrado Sinatra - che Caravello (nella foto) avrebbe ostacolato una presunta relazione tra lui e una delle sue figlie. "L'ho incontrato per caso - aveva detto l'indagato  e ho aperto il fuoco, ho fatto un guaio grosso", raccontando anche che avrebbe avuto la pistola (mai ritrovata) con sé perché avrebbe temuto una reazione violenta da parte della vittima. Una versione che non ha convinto gli inquirenti, che stanno facendo altri accertamenti.

Natale CaravelloIn prima battuta, quando quella sera era stato lanciato l'allarme alla polizia, si era pensato ad un incidente stradale, perché il corpo di Caravello si trovava accanto al suo scooter. Poco dopo, visto che la vittima aveva avuto problemi con la giustizia per varie rapine, si era ipotizzata anche una pista mafiosa. Subito sfumata, quando Sammarco - imparentato con dei pregiudicati proprio per mafia - aveva fornito la sua versione agli inquirenti, dopo essersi costituito.

Il giovane ha sostenuto di avere un relazione con una delle figlie di Caravello, ma questa ipotesi è stata smentita dalla famiglia. Anzi, la sorella della ragazza ha raccontato che questo rapporto sarebbe esistito solo nella testa dell'indagato, che avrebbe addirittura perseguitato la giovane.

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