Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Omicidio al Capo, caccia al complice: perquisizioni al Villaggio Santa Rosalia

I carabinieri hanno concentrato le ricerche in via Vincenzo Barone dove vive Calogero Lo Presti, il killer arrestato subito dopo la sparatoria. Pare che in quella zona sia stato visto insieme a un familiare che potrebbe essere colui che guidava la Smart nera

Continuano senza sosta le ricerche del complice di Calogero Lo Presti, l'uomo che sabato scorso al Capo ha sparato e ucciso il fruttivendolo trentenne Andrea Cusimano. I carabinieri stamattina hanno dato vita a vari controlli e perquisizioni nella zona del Villaggio Santa Rosalia.

In particolare i militari hanno concentrato le ricerche in via Vincenzo Barone, dove vive il killer arrestato subito dopo la sparatoria. Pare che proprio Lo Presti in quella zona sia stato più volte visto con un familiare, che potrebbe essere il ricercato che si trovava a bordo della Smart usata per la fuga dopo il delitto. I due insieme ad un gruppo di altri giovani organizzavano furti di auto nella zona dell'Università e di Corso Calatafimi.

I funerali di Cusimano, feretro tra le bancarelle | VIDEO 

La lite la sera prima dell'omicidio

Intanto emergono altri particolari sul movente che avrebbe portato al delitto. Sembra che la sera prima tra i componenti delle famiglie Lo Presti e Cusimano sarebbero volate parole grosse e botte all'interno in un locale della Vucciria. E i protagonisti sarebbero stati il padre di Calogero Lo Presti, il killer del mercato, e Francesco Paolo Cusimano, fratello di Andrea, il fruttivendolo ucciso a colpi di pistola. Sono gli stessi che hanno litigato la mattina del delitto e sono stati identificati dai carabinieri.

Il giallo della Smart nera

Nei giorni scorsi i carabinieri hanno trovato la Smart con cui Calogero Lo Presti ha tentato di fuggire dopo l'omicidio. Determinanti le immagini di una telecamera. L'auto era stata nascosta dentro un magazzino a Santa Maria di Gesù. Gli agenti della scientifica hanno analizzato l’auto per cercare le impronte digitali appartenenti al complice di Lo Presti che era riuscito a fuggire. L’auto non è risultata rubata. Ma il proprietario della macchina potrebbe non essere la stessa persona che si trovava al volante la mattina dell'omicidio. Si tratta di un parente dell'assassino e non è stato neppure iscritto nel registro degli indagati.

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