Gli insulti, la sparatoria in piazza e la chiamata al 112: "Questa è l'arma con cui l'ho ucciso"

Le parole di Michele Mulè ai carabinieri che lo hanno fermato per l'omicidio di Benedetto Ferrara, colpito alla nuca e al torace con un revolver. L'indagato è risultato positivo allo stub. La fidanzata, che sarebbe stata offesa dalla vittima, era in macchina con lui al momento del delitto

Il corpo di Benedetto Ferrara nella piazza di Camporeale

Subito dopo il delitto, intorno alle 3 di notte, si è rifiugiato a casa della fidanzata, nelle campagne di Camporeale. Proprio la ragazza che  poco prima sarebbe stata insieme a lui, quando avrebbe aperto il fuoco e ucciso Benedetto Ferrara, peraltro ex della donna. Michele Mulè, 28 anni, ha poi preso il suo smartphone e ha chiamato i carabinieri, che comunque già erano sulle sue tracce. I militari lo hanno raggiunto e l'indagato ha consegnato l'arma, ovvero un revolver calibro 38 special, sul quale non c'era però alcun numero di matricola. Avrebbe sparato tre colpi, ma i testimoni ne avrebbero sentiti solo due, alla nuca e al torace della vittima.

Si è conclusa con il fermo del giovane la nottata di sangue nel piccolo centro vicino a Partinico: ora è accusato di omicidio e presto sarà interrogato dal gip. E' già stato sottoposto allo stub e sulle sue mani sarebbero state ritrovate tracce di polvere da sparo. Il corpo di Ferrara è stato invece nel frattempo portato all'istituto di Medicina legale del Policlinico per l'autopsia.

La dinamica e l'ipotesi sul movente

Mulè, che è difeso dall'avvocato Antonio Caccioppo e si trova in una cella del Pagliarelli in attesa dell'udienza di convalida, ha ammesso di essere il responsabile del delitto, ma poi si sarebbe rifiutato di aggiungere altro, riservandosi di rispondere alle domande del giudice. La dinamica dell'omicidio non è quindi ancora del tutto chiara, così come dovrà essere verificato l'ipotetico movente emerso finora. In base a una prima ricostruzione degli inquirenti, Ferrara ieri sera, verso le 21.30, avrebbe incrociato Mulè con la fidanzata e li avrebbe insultati, cosa che sarebbe accaduta anche nei giorni scorsi. 

Mulè non avrebbe digerito quest'ultima discussione ed avrebbe quindi deciso di tornare a casa della ragazza, di prendere l'arma e di tornare in piazza per regolare definitivamente il conto con Ferrara. Avrebbe lasciato l'auto vicino a piazza Duomo, con la ragazza a bordo (sentita dagli investigatori avrebbe sostenuto di non aver potuto vedere direttamente l'omicidio), sarebbe sceso e avrebbe sparato, sotto gli occhi di diversi testimoni. Poi la coppia sarebbe tornata a casa di lei.

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Gli investigatori della stazione di Camporeale e della compagnia di Partinico, coordinati dal procuratore aggiunto Ennio Petrigni ed il sostituto Ferdinando Lo Cascio, hanno già sentito diversi testimoni e acquisito le immagini di alcune telecamere di videosorveglianza vicino a piazza Duomo, che però non avrebbero ripreso l'omicidio.

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