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Sabato, 22 Gennaio 2022
Cronaca Caccamo

Il video e l'omicidio di Roberta, la difesa dell'indagato: "Non si vede chi le ha dato fuoco"

L'avvocato che assiste Pietro Morreale, accusato di aver ucciso e dato alle fiamme la ex a Caccamo, sostiene che nel filmato depositato dalla Procura si vedrebbe soltanto "una fiammata che poi si sposta e si spegne". Per la parte civile, invece, le immagini renderebbero "il quadro probatorio gravissimo a carico del giovane"

"Le immagini non mostrano il momento in cui si ha l'innesco del fuoco e nemmeno chi ha provocato l'accensione". A spiegarlo è l'avvocato Gaetano Giunta, del Foro di Catania, che difende Pietro Morreale, il giovane accusato di aver ucciso e dato alle fiamme l'ex fidanzata, Roberta Siragusa di appena 17 anni, dopo le notizie trapelate sul contenuto di un video, depositato dalla Procura di Termini Imerese durante l'incidente probatorio di mercoledì, in cui sarebbe stato ripreso l'omicidio, avvenuto a Caccamo nella notte tra il 23 e il 24 gennaio.

La scena è stata immortalata da una telecamera di sorveglianza che si trova in un locale vicino al campo sportivo di Caccamo, dove - secondo il procuratore Ambrogio Cartosio ed il sostituto Giacomo Barbara - la ragazza sarebbe stata prima colpita e poi bruciata. Il cadavere sarebbe stato poi trasportato lungo Monte San Calogero e gettato in un dirupo, dove lo stesso Morreale aveva portato i carabinieri il giorno dopo il delitto. L'indagato non ha mai confessato di aver ammazzato l'ex fidanzata, ma ha spiegato che la giovane si sarebbe cosparsa di benzina e data fuoco da sola, gettandosi nel dirupo. Lui avrebbe anche cercato di salvarla. In quel punto, però, non sarebbero state ritrovate tracce d'incendio e, in base all'autopsia, la morte di Roberta Siragusa non sarebbe frutto né di un suicidio né di un incidente.

Per la difesa di Morreale nel video si vedrebbe "unicamente una fiammata che si staglia nel buio della notte per una dozzina di secondi, che si sposta da destra verso sinistra rispetto alla visuale del video, adagiandosi per qualche minuto sulla parte bassa fino a spegnersi. Da tale video - spiega l'avvocato - per la lunga distanza che separa la telecamera dal luogo della fiammata, non si vede nessun uomo che dà accensione alcuna alla povera Roberta". Il penalista sottolinea poi che il filmato depositato dalla Procura dura "dieci minuti estrapolati dal pubblico ministero, facenti parte di un video di sei ore".

Morreale, come afferma il suo difensore, sarebbe stato interrogato "per circa due ore" il 9 aprile scorso e in quell'ambito avrebbe "descritto le modalità di accensione del fuoco sul corpo di Roberta" e il video confermerebbe la sua versione. Sul contenuto delle dichiarazioni dell'indagato, però, non trapela altro.

Gli avvocati che rappresentano la famiglia della vittima, Giuseppe Canzone e Segio Burgio, dopo l'udienza di mercoledì hanno affermato che nel video si vedrebbe anche "un soggetto vicino" alla fiammata (che per loro è il corpo di Roberta divorato dal fuoco) che poi si allontanerebbe, salirebbe su un'auto - che sarebbe quella "in uso a Pietro Morreale" - e si fermerebbe a una decina di metri, mentre il corpo della vittima continuerebbe ad ardere.

"Si è trattato di un video che ha spiazzato tutti - avevano dichiarato i legali - e che dimostra in modo inconfutabile che Roberta è stata uccisa al campo sportivo, caricata in auto e gettata nel dirupo lungo il Monte San Calogero. Ormai il gravissimo quadro indiziario a carico dell'indagato si è trasformato in un quadro probatorio gravissimo, che a nostro giudizio, non consente di potere formulare ipotesi investigative diverse". 

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