Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca Caccamo

Omicidio di Caccamo, com'è stata uccisa Roberta? Domani le risposte dall'autopsia

L'esame è stato affidato ad un medico legale messinese e si svolgerà nella città dello Stretto. Del delitto è accusato il fidanzato della diciassettenne, Pietro Morreale, che però ha sempre negato. Non è chiaro con quale modalità sia stata ammazzata la giovane e neppure dove. Il gip ha escluso il suicidio e la caduta

Sarà eseguita domani a mezzogiorno, all'istituto di Medicina legale del Policlinico di Messina, l'autopsia sul corpo di Roberta Siragusa, la diciassettenne uccisa nella notte tra il 23 e il 24 gennaio, data alle fiamme e gettata in un burrone del Monte San Calogero, a Caccamo. L'esame, che è stato affidato ad Alessio Asmundo, sarà fondamentale per capire l'esatta dinamica dell'omicidio, di cui è accusato il fidanzato della giovane, Pietro Morreale, di 19 anni.

L'indagato - che nel frattempo ha cambiato avvocato, affidandosi al penalista Gaetano Giunta - si è sempre avvalso della facoltà di non rispondere e le uniche cose che ha detto sono state di non aver ucciso la vittima e che quella notte, all'improvviso, lei si sarebbe cosparsa di benzina e data fuoco. Una ricostruzione che il gip Angela Lo Piparo ha smontato alla luce delle condizioni in cui è stato trovato il cadavere della ragazza: bruciato soltanto nella parte inferiore, con i jeans abbassati sotto i glutei, e il busto nudo, oltre che con la testa rasata. Il giudice ha dedotto che la giovane certamente non si è ustionata da sola (avrebbe dovuto prima spogliarsi) e, vista l'altezza di appena due metri e mezzo tra il livello della strada e il punto del dirupo in cui è stato trovato il suo corpo, ha anche escluso che possa essere morta per la caduta.

Come è emerso nell'inchiesta coordinata dal procuratore capo di Termini Imerese, Ambrogio Cartosio, e dal sostituto Giacomo Barbara, Roberta Siragusa intorno all'una di quella notte aveva mandato alcuni messaggi ad un ragazzo, dicendogli che Morreale "mi vuole bombare", ovvero che l'indagato avrebbe voluto avere un rapporto sessuale con lei. Lo stesso testimone ha riferito ai carabinieri che diverse volte sarebbe intervenuto per proteggere la vittima, in particolare perché lei non avrebbe voluto avere contatti intimi con il fidanzato, che sarebbe stata peraltro intezionata a lasciare. L'autopsia dovrà chiarire anche se questo ipotetico rapporto sessuale tra i due e ci sia stato e se sia eventualmente avvenuto con una qualche forma di violenza. 

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