Cronaca Borgo Nuovo

Omicidio Barbagallo, chieste condanne per il vicino di casa e il figlio della vittima

I fatti risalgono al 25 giugno 2016 quando Vincenzo Barbagallo, 68 anni, è stato freddato al culmine di una lite condominiale a Borgo Nuovo. Alla sbarra il presunto omicida, Francesco Lo Monaco, ma anche il figlio della vittima, Domenico. Per l'accusa, è stato lui a sparare per primo

I carabinieri sul luogo del delitto

Il pm Giuseppina Motisi ha chiesto la condanna a 24 anni per Francesco Lo Monaco, accusato di avere ucciso il 25 giugno 2016 Vincenzo Barbagallo e tentato di uccidere il figlio di Vincenzo, Domenico Barbagallo. Anche quest'ultimo è però alla sbarra, accusato a sua volta di aver cercato di ammazzare Lo Monaco. Per Domenico Barbagallo sono stati chiesti 10 anni. Si tratta del processo nato per la lite tra vicini, finita in tragedia, avvenuta lo scorso anno in uno stabile di largo Pozzillo, nella zona di Borgo Nuovo.

Secondo quanto ricostruito, la lite culminata con l'uccisione del 68enne Vincenzo Barbagallo si è articolata in due fasi. Nella prima, Domenico Barbagallo "ha esploso diversi colpi d’arma da fuoco contro Lo Monaco senza però ferirlo". Lo Monaco, sfuggito all’agguato, si è allontanato per tornare armato di pistola e regolare i conti. Da qui la seconda sparatoria. I proiettili hanno colpito Vincenzo Barbagallo, uccidendolo, e ferito il figlio Domenico. All'origine di tutto, problemi di convivenza nel condominio.

Poco dopo la sparatoria i carabinieri hanno arrestato Lo Monaco, dipendente Rap,come autore materiale del delitto. Un mese dopo è finito in manette anche Domenico Barbagallo, figlio della vittima, con l'accusa di tentato omicidio e porto abusivo di armi comuni da sparo in luogo pubblico. 

A inchiodare il figlio della vittima, i colloqui avuti in ospedale con un familiare minorenne: "Voglio vedere come mi finisce a me con questi carabinieri. Mi hanno fatto la cosa della polvere da sparo". Nei colloqui Barbagallo ha ribadito la sua volontà di uccidere Lo Monaco, criticando l'idea della moglie di risolvere i dissidi con i vicini chiamando i carabinieri: "Me la devo sbrigare da solo. E non è finita qua". 

Il processo è stato rinviato al 27 settembre per le discussioni delle parti civili e delle difese dei due imputati. Il dibattimento si svolge in abbreviato davanti al gup Maria Cristina Sala. 

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