L'omicidio di Bagheria, la confessione: "Mia zia mi umiliava da anni, così l'ho fatta uccidere"

Maria Francesca Castronovo, arrestata con due stranieri per l'omicidio di Angela Maria Corona, ha raccontato agli inquirenti che da bambina la vittima l'avrebbe costretta anche a mangiare scarafaggi. Avrebbe assoldato i presunti sicari circa un mese fa a Ballarò: "L'hanno strangolata e poi l'abbiamo gettata sotto il ponte"

Il luogo dove è stato ritrovato il corpo

Già da diverse settimane Maria Francesca Castronovo avrebbe pensato che fosse venuto il momento di dare una lezione alla zia, Angela Maria Corona. Per farle pagare presunte vessazioni e maltrattamenti che la donna le avrebbe inflitto sin da bambina, facendole mangiare degli scarafaggi – come avrebbe raccontato agli inquirenti – o costringendola a lavarsi i denti dopo aver bagnato lo spazzolino con l’acqua del water. Circa un mese fa, molto turbata, l’indagata – che è stata arrestata nella tarda serata di ieri – sarebbe andata a Ballarò e qui avrebbe chiesto se ci fosse qualcuno disponibile ad aiutarla nel suo terribile piano, ovviamente in cambio di denaro. Ed è così che sarebbe entrata in contatto con uno degli stranieri che, assieme ad un complice, sono finiti in carcere anche loro con l’accusa di omicidio ed occultamento di cadavere. Si tratta dell’ivoriano Guy Morel Diehi e del maliano Toumani Soukouna. La vittima sarebbe stata prima strangolata e poi avvolta in un sacco di cellophane e buttata sotto un ponte.

L'omicidio di Bagheria, fermata la nipote della vittima

La confessione e il pentimento 

Castronovo, difesa dall'avvocato Francesca Maria D'Amico, in due diversi interrogatori, avvenuti giovedì e domenica scorsi, ha confessato l’atroce delitto e si è detta anche estremamente pentita del suo gesto, tanto da avere incubi terrificanti e di vedere ancora l’ombra della zia assassinata. Avrebbe aiutato i carabinieri a ritrovare non solo il corpo della vittima (non fatto a pezzi, ma dilaniato da animali selvatici) ma anche ad identificare i presunti sicari, che avrebbe pagato 15 mila euro. L’indagata era ricoverata al Civico per delle ustioni che lei stessa si sarebbe provocata: subito dopo essersi sbarazzata del cadavere con l’aiuto di uno degli stranieri – secondo il suo racconto – avrebbe provato infatti a farsi saltare in aria nella sua stessa macchina, in cui avrebbe caricato appositamente una bombola di gas. Fallito questo piano, si sarebbe cosparsa di benzina e si sarebbe data fuoco, soccorsa giusto in tempo dal fidanzato.

L'astio profondo tra zia e nipote

La vicenda che porta al delitto è davvero molto intricata e nascerebbe da un astio profondo maturato negli anni tra le due donne. La madre della vittima, ormai deceduta e afflitta da gravi problemi psichici, l'ha avuta da una seconda relazione, mentre l’indagata è discendente del primo marito della donna, la parentela tra le due è quindi in qualche modo acquisita. Buona parte degli altri zii di Castronovo sono incapaci di intendere di volere. Angela Maria Corona viveva ormai con il compagno – l’uomo che ne aveva peraltro denunciato la scomparsa – ma sarebbe stata di fatto lei ad amministrare anche economicamente la famiglia. Ogni giorno, tranne nel fine settimana, sarebbe dunque andata nella casa in cui viveva ancora la nipote, per accudire il padre. E gli scontri con l'indagata non sarebbero mancati, diventando - come avrebbe raccontato Castronovo - senpre più violenti.

L'utlimo litigio e la bruciatura col ferro da stiro

Venerdì santo sarebbe avvenuta l’ennesima lite tra le due donne. Negli ultimi tempi – secondo il racconto di Castronovo – la zia sarebbe diventata anche manesca e l’avrebbe picchiata. Tanto che quel giorno l’avrebbe bruciata ad un fianco con un ferro da stiro. Angela Maria Corona se ne sarebbe tornata a casa sua, mentre la nipote sarebbe andata al pronto soccorso per farsi medicare la ferita, raccontando ciò che le era accaduto. Subito dimessa è a quel punto che avrebbe pensato che sarebbe venuto il momento di vendicarsi dei soprusi e dei maltrattamenti che la zia per così tanto tempo le avrebbe inflitto. Avrebbe contattato lo straniero conosciuto a Ballarò qualche settimana prima e organizzato il piano di morte.

La trappola mortale

L’esecuzione di Angela Maria Corona – ordita con una trappola – sarebbe avvenuta martedì. Lo straniero si sarebbe presentato con un altro presunto sicario, che l’indagata ha spiegato di non conoscere, pur riuscendo poi ad identificarlo. Quando la vittima, come sempre faceva, si sarebbe presentata in casa della nipote, sarebbe stata aggredita alle spalle dai due uomini e strangolata. Il suo corpo sarebbe stato poi impacchettato, caricato sulla macchina dell'arrestata e poi, con l’aiuto di uno degli stranieri, gettato sotto il ponte, lungo la strada che da Bagheria porta a Casteldaccia. Il cadavere, come si era ipotizzato inizialmente, non sarebbe stato fatto a pezzi. Almeno così ha riferito Corona. Sta di fatto che ne sono state ritrovate soltanto alcune parti: il resto, quasi certamente, è stato dilaniato da cinghiali o altri animali selvatici.

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Il tentativo di suicidio

Subito dopo il delitto, infine, Castronovo avrebbe deciso di togliersi la vita dandosi fuoco ed è per questo che era stata ricoverata al Civico e piantonata per diversi giorni, perché si temeva potesse riprovarci. Giovedì, anche se in stato confusionale, avrebbe confessato tutto agli investigatori, fornendo indicazioni per ritrovare il corpo della vittima ed anche per identificare i sicari. Domenica, dopo essersi ripresa, avrebbe confermato il suo racconto agghiacciante. Per la donna e i suoi presunti complici, il procuratore di Termini Imerese, Ambrogio Cartosio, ed il sostituto Daniele Di Maggio, che coordinano le indagini, hanno chiesto ed ottenuto dal gip la custodia cautelare in carcere. Gli interrogatorio di garanzia si terranno lunedì. 
 

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