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Gli investigatori nel punto in cui ad aprile venne ritrovato il cadavere dilaniato di Angela Maria Corona

Gli investigatori nel punto in cui ad aprile venne ritrovato il cadavere dilaniato di Angela Maria Corona

La donna uccisa e gettata sotto un ponte a Bagheria, spunta un nuovo indagato

Nell'inchiesta per l'omicidio di Angela Maria Corona confessato ad aprile dalla nipote, Francesca Maria Castronovo, finisce un altro straniero. E' accusato di favoreggiamento personale: avrebbe aiutato i presunti killer su commissione a nascondere i 100 mila euro ricevuti per strangolare la vittima

C'è un altro indagato nell'ambito dell'inchiesta per l'omicidio di Angela Maria Corona, la donna ritrovata orribilmente mutilata sotto un ponte lungo la strada che collega Bagheria e Casteldaccia, il 14 aprile dell'anno scorso. Un delitto che la nipote della vittima, Francesca Maria Castronovo, aveva confessato, raccontando di aver assoldato due sicari per sbarazzarsi della zia che, sin dall'infanzia, a suo dire l'avrebbe maltrattata. Nel registro degli indagati adesso è finito uno straniero: l'accusa è di favoreggiamento reale, avrebbe aiutato i due presunti assassini, l'ivoriano Guy Morel Diehi e il maliano Toumani Soukouna, ai quali Corona avrebbe dato 100 mila euro, a nascondere proprio il denaro.

Secondo la ricostruzione del procuratore di Termini Imerese, Ambrogio Cartosio, e del sostituto Daniene Di Maggio, Angela Maria Corona avrebbe commissionato il delitto ai due africani che avrebbe conosciuto al mercato di Ballarò. La donna non avrebbe più tollerato il comportamento della vittima che, come ha riferito ai carabinieri, sin da bambina l'avrebbe sottopsta a vessazioni, costringendola una volta persino a mangiare uno scarafaggio e controllandola ossessivamente.

Per l'accusa, la zia dell'indagata, attirata in un tranello, sarebbe stata aggredita alle spalle dai due killer su commissione, che l'avrebbero strangolata e poi chiusa in un sacco. Il cadavere satebbe stato poi caricato su un'auto e gettato dal ponte. I resti della donna erano stati poi dilaniati da animali selvatici e alcune parti non sono state mai ritrovate.

Francesca Maria Castronovo, assistita dall'avvocato Francesca Maria D'Amico, aveva ammesso le sue responsabilità e si era detta anche pentita: "So che passerò il resto della mia vita in carcere, ma ho bisogno di sostegno, devo liberarmi di questo peso", aveva spiegato al gip Angela Lo Piparo. L'indagata dopo l'omicidio avrebbe anche tentato di suicidarsi dandosi fuoco.

I due stranieri finiti in carcere con lei, difesi dagli avvocati Gabriele Lipani e Michelangelo Zito, durante gli interrogatori di garanzia si erano invece avvalsi della facoltà di non rispondere. Ad incastrarli tabulati telefonici, immagini riprese da telecamere di sorveglianza e intercettazioni: "Dicono che sono stato complice di un omicidio - raccontava Diehi alla madre, dopo essere stato convocato dai carabinieri di Bagheria - che ho ucciso una donna... Stavamo andando a lavorare, lei mi ha chiamato dicendomi di venire ad aiutarla, non sapevo di cosa si trattasse, non l'ho uccisa... La donna mi ha detto che se l'avessi aiutata mi avrebbe dato dei soldi, siccome io avevo bisogno di soldi ho accettato, ma non sapevo di che tipo di aiuto si trattasse... mi ha detto di venire con lei a casa sua per far scendere qualcosa, invece era un'anziana donna dentro un sacchetto".

Inzialmente si era ipotizzato che Corona avesse pagato 15.500 euro ai due stranieri per commettere il delitto, ma poi era stata lei stessa, durante l'interrogatorio, a chiarire che la cifra era ben più alta, 100 mila euro. Denaro che avrebbe risparmiato negli anni. Lo straniero che ora è finito sotto inchiesta avrebbe aiutato i presunti killer a nascondere i soldi.

Nella foto qui sotto la vittima, Angela Maria Corona

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