La commessa uccisa e sfregiata con l'acido a Carini, chiesto il processo per l'ex marito

L'udienza preliminare è stata fissata per luglio e Marco Ricci dovrà rispondere dell'omicidio volontario e premeditato di Anna Maria Scavo, avvenuto a giugno scorso. Non potrà scegliere riti alternativi e avere sconti di pena. Per il delitto è indagato dalla Procura dei minori pure il figlio adolescente della coppia

E’ accusato di aver ucciso la ex moglie, Anna Maria Scavo, assieme al figlio di 14 anni, tagliandole la gola con un taglierino e poi sfregiandole il volto con dell’acido. La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per Marco Ricci, 42 anni, per omicidio volontario e premeditato, aggravato dall’essere stato commesso davanti a un minorenne. L’udienza preliminare è stata fissata per luglio. L’imputato, difeso dall’avvocato Giuseppe Siino, non potrà scegliere riti alternativi: in base alle norme più recenti, infatti, per questo tipo di delitto non si può avere diritto a riduzioni e sconti di pena.

Anna-Maria-Scavo-2Anna Maria Scavo (nella foto), 37 anni, venne uccisa nel negozio di scarpe di corso Italia, a Carini, dove lavorava come commessa, il 16 giugno dell’anno scorso. Secondo il procuratore aggiunto Annamaria Piccozzi ed i sostituti Maria Rosaria Perricone e Giulia Beux, che hanno coordinato le indagini dei carabinieri, quel giorno Ricci avrebbe incontrato la donna, da cui era separato dal 2018, con l’intento di aggredirla.

Padre e figlio (quest’ultimo è difeso dall’avvocato Paolo Grillo e per l’accusa di concorso in omicidio sta procedendo la Procura dei minori) hanno fornito una versione diversa dei fatti, quella del "tragico incidente" Ricci avrebbe accompagnato l’adolescente dalla madre con la quale aveva appuntamento. Tra la donna ed il ragazzo, però, sarebbe nata una lite e – questo sostengono i due – Ricci sarebbe intervenuto solo per difendere il figlio. Nel tentativo di togliere il taglierino alla donna – questo ha raccontato – l’avrebbe colpita alla gola. Un taglio alla giugulare che non aveva lasciato scampo alla vittima.

Ricci aveva poi chiamato il 112, ma quando i carabinieri erano arrivati in corso Italia lo avevano trovato barricato nel negozio assieme al figlio: solo grazie ai vigili del fuoco i militari erano riusciti ad entrare nel negozio. Qui, oltre al corpo di Anna Maria Scavo, avevano trovato anche una siringa, quella che sarebbe stata usata per farle ingoiare dell’acido e sfregiarla.

Padre e figlio, portati in ospedale per curare piccole lesioni, avevano – in due stanze diverse – raccontato la loro versione, sostenendo entrambi che sarebbe stata la vittima ad aggredirli. Una versione che, anche alla luce dell’utilizzo dell’acido, non ha mai convinto la Procura. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, nuova ordinanza: Sicilia diventa zona gialla

  • Sicilia in zona gialla: cosa si può fare e cosa no dal 29 novembre

  • L'esito dell'autopsia sul corpo della piccola Marta: "E' stata stroncata da un malore"

  • Covid, Musumeci firma nuova ordinanza: bar e ristoranti aperti dalle 5 alle 18, ok ai negozi nei festivi

  • Coronavirus, divieto di spostamenti tra regioni valido anche per quelle in area gialla

  • Scambio di morti per Covid all'obitorio del Civico, famiglia seppellisce la salma di un altro

Torna su
PalermoToday è in caricamento