Alimena, strangolò il figlio con una corda: padre condannato a dieci anni

I fatti risalgono al mese di febbraio. Antonino Alù, 62 anni, uccise il figlio Giuseppe al culmine dell’ennesima violenta lite in casa. All'origine dello scontro, i modi violenti della vittima nei confronti delle figlie e le continue richieste di soldi al genitore

Antonino Alù

Dieci anni di carcere per omicidio volontario. E' la condanna inflitta ieri dal Tribunale di Termini Imerese ad Antonino Alù, il pensionato di Alimena che il 19 febbraio scorso strangolò con una corda il figlio Giuseppe Stefano al termine di una lite. Il gup Angela Lo Piparo, alla fine del processo con il rito abbreviato, ha riconosciuto all'imputato le attenuanti generiche. Lo riporta il Giornale di Sicilia.

Dopo un lungo interrogatorio condotto dagli investigatori il giorno del delitto, è stato lo stesso Antonino Alù a raccontare tutto facendo emergere un quadro di violenze domestiche ed esasperazione. L'uomo non tollerava più i modi del figlio, che aggrediva le nipoti e rendeva a tutti la vita impossibile con continue richieste di denaro. 

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La vittima, Giuseppe Stefano Alù, era un volto noto alle forze dell'ordine. I guai con la giustizia erano iniziati il 4 giugno 2014, con la violenta aggressione ai danni di un uomo di 43 anni in via Trieste, sempre ad Alimena. Rintracciato dai militari dell’Arma il 3 novembre successivo presso l’aeroporto Falcone-Borsellino, erano scattati i domiciliari. L’uomo era però già indagato nell’ambito di una complessa operazione antidroga nelle alte Madonie, sfociata il 2 maggio 2016 nell blitz "Alibabà". Ad Alù era stata notificata una misura cautelare consistente nell’obbligo di dimora in un comune diverso da quello di residenza. La mattina dell’omicidio, Alù era andato in un bar del paese per festeggiare la fine della misura cautelare. Rientrato a casa del genitore, l’ennesima lite per cause di natura economica e l'omicidio. 

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