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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca

"Non un solo calcio ma più colpi per uccidere Aldo Naro", svolta nell'inchiesta

L'esito della nuova autopsia compiuta sui resti del giovane medico morto nella discoteca Goa a febbraio del 2015 ribalta la ricostruzione del delitto. Finora era stato condannato per l'omicidio solo un giovane, ma adesso si fa più concreta l'ipotesi del coinvolgimento di altre persone

Non un colpo solo, ma più colpi. Sferrati tra il cranio e il collo. Così forti da provocare delle lesioni ossee e da determinare un'emoraggia che, nella notte tra il 13 ed il 14 febbraio del 2015, all'interno della discoteca Goa dello Zen, dopo una rissa provocò la morte di Aldo Naro, il giovane medico orginario di San Cataldo. E' questo in sintesi l'esito della nuova autopsia che è stata compiuta sui resti del ragazzo da un pool di professori dell'università Magna Grecia incaricati dal gip Filippo Serio nell'ambito dell'inchiesta per omicidio a carico di Pietro Covello, buttafuori irregolare nel locale, e di Gabriele Citarella e Francesco Troia, vigilantes inquadrati.

I professori Pietrantonio Ricci, Domenico Laganà e Umberto Sabatini oggi pomeriggio sono stati sentiti in incidente probatorio davanti al giudice. Le loro conclusioni, che danno ragione a quanto da sempre sostenuto dalla famiglia della vittima, parte civile con l'assistenza degli avvocati Salvatore e Antonino Falzone, ribaltano ciò che finora si era sempre affermato: Naro non sarebbe stato ucciso solo dal calcio violentissimo sferrato dall'allora diciasettenne Andrea Balsano (già condannato per il delitto), ma sarebbe stato colpito più volte e, ipoteticamente quindi, anche da altre persone. 

"Un solo colpo non avrebbe potuto generare una tale emorragia cerebrale e le lesioni ossee", così hanno spiegato i periti al giudice, contestando l'esito dell'autopsia che fu compiuta subito dopo il delitto dal professore Paolo Procaccianti. La nuova tac eseguita sul cadavere del giovane avrebbe rivelato per la prima volta importanti informazioni, come per esempio la rottura del setto nasale, una "lesione fratturativa del massiccio facciale e della seconda vertebra cervicale con infiltrazione ematica" e l’atroce "agonia per gasping con inalazione del sangue sceso nei polmoni". 

Gli esperti hanno poi aggiunto: "Possiamo affermare con rigore scientifico che il decesso di Aldo Naro sia riconducibile ad arresto cardiorespiratorio secondario a diffusa emorragia cerebrale e subaracnoidea con trauma cranio facciale e cervicale a livello C1-C2 dovuto ad azione meccanica diretta e indiretta sul capo e sferrata da una sequenza rapida di molteplici colpi ad alto impatto contusivo in regione cranica".

Altri giovani, ma anche i titolari della discoteca, sono già finiti a giudizio per rissa aggravata dall'aver provocato la morte di Naro e per favoreggiamento. Per la famiglia del medico, però, la responsabilità dell'omicidio non potrebbe essere attribuita solo a Balsano (che peraltro aveva confessato) ma andrebbe addebitata anche a chi partecipò non ad una rissa, a loro avviso, ma ad un pestaggio.

"Finalmente emerge un pezzo di verità - affermano i legali della famiglia - Aldo Naro è stato ucciso da più colpi, e tutti diretti alla testa. Pertanto la volontà omicidiaria degli assassini è evidente. La nostra battaglia non finisce qui. Ci aspettiamo importanti sviluppi investigativi". Adesso saranno i sostituti procuratori Claudio Camilleri ed Enrico Bologna, sulla scorta dei nuovi elementi emersi dall'autopsia, a decidere come procedere, se ribadire la loro richiesta di archiviazione o chiedere invece il rinvio a giudizio dei tre indagati.

"Non abbiamo mai perso la fiducia nella giustizia, neanche nei momenti più duri o inquietanti - dicono i genitori della vittima - e finalmente questa perizia apre la strada alla verità, riconoscendo lo straordinario lavoro dei nostri consulenti Giuseppe Ragazzi e Salvatore Cicero, ai quali va la nostra gratitudine. Certo è assurdo che siano dovuti passare sei anni e che abbiamo dovuto vivere anche l’atroce esperienza della riesumazione del cadavere. Come mai chi ha fatto la prima autopsia ha sostenuto che Aldo è morto per un solo calcio? E perché non ha mai parlato di fratture cervicali? Perché non ha depositato la tac di nostro figlio nel fascicolo del pm? E come è possibile che la tac sia sparita anche da Policlinico di Palermo? Questa è una storia maledetta ma noi ci batteremo con tutte le nostre forze per assicurare alla giustizia gli assassini di nostro figlio".

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