Vincenzo Agostino e i 50 mila euro di risarcimento: ''Voglio giustizia, i soldi non mi interessano''

L'infinita battaglia del papà di Antonino Agostino, poliziotto ucciso nell'estate del 1989 insieme alla giovane moglie. Un omicidio ancora irrisolto: "Cerco la verità da 31 anni"

Vincenzo Agostino

La sua vita è cambiata all'improvviso nel cuore dell'estate del 1989. Era il 5 agosto e doveva essere un giorno di festa per la famiglia Agostino. Poi due uomini che erano in sella a una moto gli uccisero il figlio e la nuora. Da lì in poi sono iniziati i tormenti. Adesso Vincenzo Agostino, il papà di Antonino, l'agente ammazzato a Villagrazia di Carini 30 anni e mezzo fa, chiede 50 mila euro di risarcimento all'ex poliziotto Guido Paolilli, indagato per favoreggiamento in concorso aggravato nel 2008, procedimento poi archiviato per prescrizione.    

Quel maledetto 5 agosto il figlio fu ucciso mentre era con la giovane moglie, Ida Castelluccio, all'epoca incinta. I due furono ammazzati a colpi di pistola, in un agguato mafioso, proprio mentre stavano raggiungendo la famiglia a Villagrazia di Carini per festeggiare un compleanno. Agostino venne colpito da vari proiettili, mentre la Castelluccio venne raggiunta da un solo colpo e cominciò a strisciare per terra per avvicinarsi al marito morente. I genitori di Agostino, sentiti gli spari, andarono a soccorrere il figlio e la nuora ma non c'era più niente da fare: erano entrambi già morti. Quel giorno Agostino non portava armi addosso. La squadra mobile di Palermo seguì inutilmente per mesi un'improbabile "pista passionale". Antonino Agostino stava indagando sul fallito attentato dell'Addaura. Attualmente i mandanti e gli esecutori del delitto sono ancora ignoti.

Vincenzo Agostino, il padre di Antonino, dal giorno del duplice omicidio non si è più tagliato la barba come forma di protesta contro l'occultamento della verità sulla morte del figlio e della nuora. E da quasi un anno combatte senza la moglie, stroncata da un brutto male. "Non mi interessano i 50 mila euro di risarcimento - dice al sito dell'agenzia Agi - ma che si faccia giustizia, che si porti alla luce questa situazione. Non mi interessa il risarcimento economico, ma quello morale: che ciò che non ha fatto lo Stato, possa farlo io".

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Tra due giorni - giovedì 16 gennaio - la famiglia Agostino porterà Paolilli (che oggi è in pensione) davanti al giudice del tribunale civile di Palermo. La richiesta è di 50 mila euro ma Vincenzo già annuncia che, se mai riuscisse a ottenere questo risarcimento, utilizzerebbe questi soldi per fare beneficenza e aprire una biblioteca per giovani senza risorse. "Cosa succederà giovedì? Non succederà nulla - risponde Vincenzo Agostino all'Agi - figuriamoci, con la legge italiana, cosa vuole che succeda. Temo che i tempi si allunghino all'infinito... Io ancora ci credo nella giustizia perché c'è una nuova gioventù che ci crede, che ha visto moltissima sofferenza, ha visto quante vittime innocenti ci sono state nel nostro paese. La giustizia siamo noi - ha concluso - dobbiamo formarci con uno Stato nuovo, e io mi auguro che, dopo tutte queste vicende nella magistratura dove ci sono giudici corrotti accanto a quelli puliti, ecco speriamo di trovare un giudice abbastanza bravo e onesto".

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