Le salme di Tonino e Giacomo Lupo tornano allo Zen, il reo confesso: "Mi sono difeso"

Quando le bare di Antonino e Giacomo Lupo sono state portate a casa, amici e parenti si sono fatti trovare in strada per omaggiare un saluto. Martedì previsti i funerali nella parrocchia di San Filippo neri. E intanto proseguono le indagini della Squadra Mobile

Il rientro delle salme di Tonino e Giacomo Lupo allo Zen

Una folla di amici, parenti e vicini per omaggiare l’arrivo delle salme di Antonino e Giacomo Lupo. Stamattina i corpi del 53enne e del giovane figlio, uccisi a colpi di pistola tra i viali dello Zen, sono stati affidati alla famiglia e sono rientrati a casa per la veglia funebre e la celebrazione dei funerali, che con ogni probabilità verranno celebrati martedì mattina alla parrocchia di San Filippo Neri. E’ stata eseguita l’autopsia all’istituto di medicina legale per accertare il numero di colpi andati a segno (almeno nove), la traiettoria dei proiettili e la distanza da cui ha sparato il killer. Ieri è stato seguito il fermo di Giovanni Colombo, reo confesso del duplice omicidio che si è costituito ai carabinieri prima che la polizia lo rintracciasse. "Mi sono dovuto difendere. O io o loro".

Ruperti: "Tanta gente in strada, nessuno ha collaborato"

Dopo la confessione il 27enne, che si è presentato accompagnato dal suo avvocato, è stato interrogato per alcune lunghe ore per verificare se la versione dei fatti fornita da lui fosse plausibile. Di fronte al sostituto procuratore Ilaria De Somma e all’aggiunto Ennio Petrigni ha sostenuto di essersi trovato quasi costretto a sparare per proteggere se stesso. Nel pomeriggio, hanno ricostruito gli investigatori, c’era stata una lite tra due componenti dei due nuclei familiari. E forse proprio per questo ha raccontato di essersi difeso di fronte al "branco" che voleva farsi giustizia. Gli agenti della Squadra Mobile dovranno però continuare a indagare per chiarire il movente e l’eventuale presenza di complici.

Una delle prime piste seguite puntava al mondo della droga, di cui aveva fatto parte - almeno in passato - Tonino Lupo. Un’altra era indirizzata verso un regolamento di conti, mentre nel quartiere si racconta un terzo movente: qualcuno potrebbe aver corteggiato la ragazza “sbagliata”. Tutte circostanze che gli investigatori dovranno vagliare attentamente, sotto il coordinamento della Procura, per cercare di escludere alcune di queste ipotesi. Di certo non è sfuggita l'uscita plateale di Colombo dagli uffici della polizia, che ha mandato i baci ai familiari e ha agitato il pugno chiuso, quasi in segno di vittoria.

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