"Se parli contro i gay vai in galera", polemiche per l'omelia del parroco di Belmonte

Don Calogero D’Ugo si è scagliato contro la proposta di legge del democratico Zan contro l'omotransfobia: "E' una legge bavaglio". I giovani socialisti scrivono a Lorefice: "Non si può mentire distorcendo ideologicamente la realtà dei fatti e dei contenuti del disegno di legge"

Don Calogero D’Ugo durante l'omelia

"Il demonio sta lavorando molto". Don Calogero D’Ugo, parroco di Belmonte Mezzagno durante un'omelia si è scagliato contro la proposta di legge del democratico Zan contro l'omotransfobia, al momento in discussione in commissione Giustizia alla Camera: "E' una legge bavaglio. Per questa predica rischio la denuncia, ma non m'importa".

Dal sagrato allestito davanti all’ingresso della chiesa, il sacerdote, ha attaccato la legge bollata come “deriva liberticida” dalla Cei e dai gruppi anti-lgbt no. Il video dell'intervento è poi finito su Facebook (guarda il video). “In Senato c’è una legge bavaglio che vogliono approvare – ha detto il prete durante l’omelia - che parla del reato di omofobia. Cioè che se tu esprimi un parere contrario ai gruppi omosessualisti puoi andare in galera. Se tu dici non sono d’accordo che due uomini adottano un bambino puoi essere denunciato e processato".

In realtà la proposta di legge non dice esattamente questo. Ma semmai vuole colpire la "discriminazione per orientamento sessuale". Non certo le opinioni. Ma il parroco incalza. "Se a scuola a tuo figlio vengono a fare educazione gender - continua nella sua omelia - che non vi sto qui a spiegare cosa è non andare contro natura che vi ha creato, una madre che si ribella può andare sotto processo. Adesso in Italia abbiamo le categorie protette. Sui preti puoi dire tutto, Dio lo puoi bestemmiare, sui giornalisti puoi dire tutto, sui politici no, sugli omosessuali se parli vai in galera. Qua non si tratta di non rispettare le persone con queste tendenze figuratevi, qua si tratta di voler mettere il bavaglio alla libertà di pensiero e di opinione, da parte di quelli che si dicono liberali e democratici. ed è vergognoso se passa una legge di questo tipo. Se passa questa legge io con questa predica rischio la denuncia. Non ho problemi".

Sull'argomento è intervenuta la la federazione dei Giovani Socialisti di Palermo-Libertà Obbligatoria, che ha mandato all’arcivescovo di Palermo Carmelo Lorefice una lettera in relazione alle condotte tenute dal parroco di Belmonte Mezzagno. "Abbiamo fatto presente - si legge in una nota - che non è ammissibile una condotta simile. Non perché vi sia diversità d’opinione o difformità sulla valutazione morale o ideologica, bensì perché un prete nell’adempimento delle funzioni del ministero sacerdotale ha spudoratamente mentito all’uditorio distorcendo ideologicamente e propagandisticamente la realtà dei fatti e dei contenuti del disegno di legge. Nella lettera aperta all’arcivescovo di Palermo abbiamo rappresentato tutte le nostre remore, chiedendo che il reverendo usasse uno spazio analogo in un’altra omelia domenicale per chiarire i reali contenuti del testo attualmente in discussione alla Camera invece di propinare falsità politicamente orientate e artatamente strutturate per ottenere effetti mistificatori e instillare pregiudizi nell’uditorio".

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I sacerdoti secondo i giovani socialisti possono pure svolgere attività di propaganda politica in funzione dei propri convincimenti ideologici e morali che ne conseguono, ma hanno un dovere di responsabilità e verità nel separare ciò che è l’assolvimento dei ministeri liturgici spirituali e ciò che è propaganda ideologica e proselitismo politico. "Rimaniamo in attesa - concludono - e confidando che monsignor Lorefice e don Calogero D’Ugo provvedano a porre rimedio alle dichiarazioni scorrette e dai contenuti falsi che sanno destando scandalo e imbarazzo". 

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