Le occupano la casa, 27enne si incatena al cancello: "Tutti i miei ricordi gettati via"

Quattro famiglie hanno occupato l'appartamento di Eugenia, a Bagheria, e dei suoi parenti emigrati in America: "Sono tornata e ho trovato foto, documenti e vestiti in strada". A nulla sono serviti gli interventi di polizia e carabinieri

Eugenia Valenti incatenata al cancello di casa sua

Le hanno gettato fuori dalla finestra tutti i suoi ricordi, le foto, i documenti, ma anche i giocattoli dei figli, i loro vestitini e tutto ciò che ha costruito con anni di sacrifici. Poi le hanno anche occupato casa dimostrando di non avere alcuna intenzione di lasciarla. Neanche dopo averla vista mentre si incatenava al cancello e contattava polizia e carabinieri. Il tutto in diretta Facebook (GUARDA VIDEO). E’ questo l’incubo in cui è sprofondata una 27enne proprietaria di un appartamento nella strada comunale al Convento, a Bagheria. Quattro famiglie sono riuscite a impossessarsi della sua casa (e di quella dei familiari da tempo emigrati in America) e per questo ha deciso di giocarsi ogni carta nel disperato tentativo di attirare l’attenzione di forze dell’ordine e magistratura. "Dentro c’era la mia vita e mi fa rabbia pensare che ci saranno ‘cose’ che non potrò mai rimpiazzare. Ho perso tutto", spiega a PalermoToday Eugenia Valenti.

La vicenda, come denunciato dalla giovane ai carabinieri di Bagheria, è iniziata la scorsa settimana. “Da ottobre mi sono praticamente trasferita a Palermo per vivere col mio nuovo compagno - spiega Eugenia - ma ho lasciato tutto ciò che è mio e dei miei figli a casa. Come farebbe chiunque per uscire a fare la spesa, per una vacanza o altro. Sono tornata e ho visto che avevano buttato fuori dalla finestra gli ultimi dieci anni della mia vita”.

Il racconto della 27enne si sposta poi sulle quattro famiglie di occupanti: “Non li conosco, non so chi siano e non mi interessa. Sono entrati in casa mia prima sostenendo che fossero immobili sequestrati alla mafia, poi che invece fossero stati pignorati dalla banca. Nulla di tutto ciò è vero! Sono le case mie e dei miei zii, che vivono da anni negli Usa. E’ stato proprio uno di loro a dirmi che aveva ricevuto una telefonata in cui gli accennavano che qualcuno aveva occupato i nostri appartamenti”. Da quel giorno è cominciato l’incubo che, ad oggi, sembra lontano dalla sua risoluzione.

Dopo le denunce fatte in diretta sui social e poi anche alla stazione dei carabinieri, la donna si è rivolta al suo avvocato Filippo Sabbia. “Qualsiasi considerazione è ancora prematura. Attendiamo - spiega il legale - che la denuncia giunga in Procura e poi valuteremo il da farsi. Oltre che in qualità di parte offesa, con ogni probabilità ci costituiremo parte civile nel processo che verrà instaurato davanti all’autorità giudiziaria, presso il competente foro di Termini Imerese”.

A nulla sarebbero servite le visite dei militari e degli agenti di polizia nell’immobile preso d’assalto dagli abusivi: gli occupanti, uno dei quali starebbe scontando lì dentro anche gli arresti domiciliari, non si sarebbero fatti neanche identificare. “Davanti ai carabinieri - conclude Eugenia - hanno detto che avrebbero liberato almeno due appartamenti entro 21 giorni dalla denuncia. Mi hanno chiesto del tempo per raccogliere gli effetti personali loro e dei bambini. Ma dopo quello che mi hanno detto, anche con toni minacciosi, dubito che rispetteranno la parola data”.

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