Giovedì, 18 Luglio 2024
Trasporto pubblico

"Mai consegnati i 60 nuovi bus acquistati", Comune scioglie il contratto da 17 milioni

Si tratta di 22 vetture da 8 metri a gasolio e 38 mezzi da 12 metri a metano che avrebbero dovuto arricchire la flotta Amat entro l'autunno 2022. Ma la società che doveva fornirli non è riuscita a consegnarli a causa "della crisi economica aggravata dal conflitto in Ucraina". Ed è iniziato il braccio di ferro con l'amministrazione

I primi 22 autobus a gasolio lunghi 8 metri sarebbero dovuti arrivare entro il 9 settembre 2022, il termine massimo di consegna dei secondi 38 mezzi a metano da 12 metri era previsto per il 18 novembre 2022. E invece il Comune non si è visto mai recapitare le 60 nuove vetture che avrebbe messo a disposizione dell'Amat. E così con una determina dirigenziale dello scorso 10 luglio, firmata dal dirigente Sergio Maneri, l'ufficio Mobilità sostenibile e trasporto pubblico di massa, ha deciso di procedere alla risoluzione del contratto con Industria Italiana Autobus spa, proprietaria dello storico marchio Menarinibus, che, secondo quanto descritto nell'atto amministrativo, non ha rispettato i tempi per le forniture.  

Nella determina si dà mandato al responsabile unico del procedimento di procedere alla quantificazione del danno subito dal Comune a seguito della risoluzione contrattuale al fine di procedere nei confronti di Industria Italiana Autobus spa e di disporre la cancellazione dell'accertamento di entrata ed il contestuale impegno di spesa di circa 17 milioni di euro,  fondi che il Comune aveva incamerato dal Po-Fesr Sicilia 2014-2020.  

L'acquisto dei 60 nuovi bus per arricchire la flotta dell'Amat era stato annunciato dall'amministrazione nel gennaio del 2022. Successivamente la società aveva accettato i preordini di acquisto: 4,6 milioni per i 22 autobus corti a diesel e quasi 9,3 milioni per i 38 veicoli lunghi a metano. Erano anche state sottoscritte le polizze fidejussorie per un totale di circa 2,4 milioni di euro.  Dal 9 marzo 2022, data di accettazione degli ordini, Industria Italiana Autobus aveva 180 giorni per consegnare i primi 18 bus e 250 giorni per il secondo lotto. Ma a ottobre scorso, l'azienda ha comunicato alla stazione appaltante "di non poter fornire un piano di consegna, tenuto conto che le mutate condizioni economiche conseguenti alla crisi economica, ulteriormente aggravata dal conflitto in Ucraina, hanno determinato una difficoltà nell’approvvigionamento e nella consegna di componenti tecnici per la produzione dei mezzi". E ha chiesto un nuovo termine di consegna, rinviando alla prima metà del mese di gennaio, la comunicazione delle indicazioni.  

E' iniziato un lungo carteggio durante il quale il Comune ha diffidato la società, invitandola a trasmettere entro e non oltre il 6 febbraio 2023, un dettagliato cronoprogramma in ordine ai tempi di produzione e consegna di tutti i bus, anche perché l'amministrazione ha fatto notare che il programma di investimenti Po Fesr Sicilia 2014-2020 doveva essere inderogabilmente chiuso il 31 dicembre 2023, con forniture entro luglio 2023. Lo scorso 18 maggio è stata indetta una riunione dalla Consip, la centrale acquisti della pubblica amministrazione, durante la quale Industria Italiana Autobus ha esposto le ragioni che hanno impedito di rispettare il contratto con il Comune. In quell'occasione il legale rappresentante della società si è impegnato, previa rinegoziazione di alcune condizioni contrattuali, alla consegna dei 60 bus entro il 31 ottobre 2023. Un impegno assunto anche dall'amministratore delegato della stessa spa in una mail dello scorso 23 maggio.  

Sembrava che tutto potesse essere risolto ma il 12 giugno l'ufficio Mobilità sostenibile e trasporto pubblico di massa del Comune ha chiesto a Industria Italiana Autobus di fornire documenti che provassero quanto esposto durante il confronto indetto da Consip e inviato una nuova proposta con le eventuali condizioni per la rinegoziazione, chiedendo di comunicare l'accettazione entro 15 giorni. Ma, secondo quanto si legge nella determina dirigenziale, "la società non ha fornito la documentazione probatoria al fine di valutare la proposta di rinegoziazione dei contratti avanzata né, conseguentemente, ha accettato le condizioni di rinegoziazione proposte da questa amministrazione". Da qui la richiesta di sciogliere il contratto.

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