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Venerdì, 27 Gennaio 2023
Cronaca Brancaccio

Nuove scuole a Brancaccio e in viale Venere, l'allarme: "I fondi potrebbero andare in fumo"

A rischiare di non potersi trasformare in opere, perché i termini scadono a fine dicembre e le gare non sono state ancora bandite, sono i soldi destinati dal Patto per il Sud a due grandi poli didattici palermitani

Trenta milioni per le scuole di Palermo che rischiano di andare in fumo. A lanciare l'allarme sono la Fillea Cgil Palermo e la Flc Cgil Palermo. A rischiare di non potersi trasformare in opere, perché i termini scadono a fine dicembre e le gare non sono state ancora bandite, sono i fondi destinati dal Patto per il Sud a due grandi poli didattici palermitani: uno da realizzarsi nell’area sud, nel territorio di Brancaccio, con tre sezioni di scuola dell’infanzia, dieci classi di scuola elementare e quindici classi di scuola media; e uno per l’area nord, tra viale Venere e via Marinai Alliata, con quattro sezioni di scuola dell’infanzia, dieci classi di scuola elementare e quindici classi di scuola media.  

"Dal 2016 a oggi la città di Palermo avrebbe potuto utilizzare queste risorse - afferma il segretario Fillea Cgil Palermo Piero Ceraulo - Il solo Patto per Palermo conteneva 90 progetti di 764 milioni di euro, più l’ammodernamento della circonvallazione, le nuove linee del tram e la realizzazione dei poli didattici. Perché nessuno in questi anni ha voluto inserire queste due opere, che avevano già un finanziamento, nel piano annuale delle opere pubbliche? Sarebbe gravissimo perdere queste risorse e se le perdiamo per i tempi lunghi tra la realizzazione dei progetti e le gare d’appalto, cosa accadrà con i tempi dettati dal Pnrr e dall’Europa per la gestione degli interventi?". 

"Normalmente mancano i soldi o la capacità progettuale - aggiunge il segretario Flc Cgil Palermo Fabio Cirino - è allucinante che quando finalmente ci sono entrambi, per l’inerzia amministrativa della precedente o di questa amministrazione, poco importa, si debbano perdere risorse di fondamentale importanza e di conseguenza rinunciare a due poli per scuole elementari medie e dell’infanzia che avrebbero consentito la realizzazione di un progetto positivo per la crescita della nostra terra". 
 

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